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Caravello: "A mercato chiuso paga sempre l'allenatore. Spezia favorito, Potenza non è una sorpresa"

autore
Daniel Uccellieri
Oggi alle 12:33Serie C
autore Daniel Uccellieri
15.10.2026 12:33Serie C
L'agente Danilo Caravello è intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com per commentare vari temi legati al mondo della Serie C I tanti cambi in panchina: alla fine paga sempre l'allenatore? "Sì, purtroppo sì. In estate si fanno tanti proclami, basati sulle intenzioni, sui buoni propositi e sui giovani. Poi, dopo sei o sette giornate, assistiamo già a diversi cambi in panchina e probabilmente ce ne saranno altri. Il lavoro degli allenatori, ma anche quello dei dirigenti e delle società, è legato ai risultati immediati. Quando non arrivano, subentrano la paura e il timore di aver sbagliato scelta, oltre alla preoccupazione di non avere abbastanza tempo per raggiungere gli obiettivi prefissati. La prima cosa che si fa, a mercato chiuso, è cambiare l'allenatore; se i problemi persistono, si interviene sui calciatori". La Casertana ha scelto di cambiare allenatore, con il presidente che ha spiegato di non poter sostituire 15 giocatori. A mercato chiuso, il tecnico è spesso l'unica figura su cui intervenire? "In alcuni contesti si cerca di togliere alibi ai calciatori che magari non si sono trovati bene con l'allenatore o non sono riusciti a seguirlo. Non potendo cambiare 15 giocatori a mercato chiuso, si decide di sostituire il tecnico. In altri casi, invece, ci si rende conto che la scelta dell'allenatore non ha funzionato, perché non è riuscito a entrare nella squadra e a incidere. Il cambio in panchina diventa quindi la prima soluzione, anche se non è detto che sia la più giusta. Quando riapre il mercato, ci sono poi altri due mesi per capire quali giocatori possano continuare a far parte del progetto e quali no". Nel girone B è in programma lo scontro al vertice tra Spezia e Ravenna. Lo Spezia può prendere il largo e disputare un campionato a parte? "I gironi A e B stanno offrendo indicazioni abbastanza importanti. Nel girone B lo Spezia sta viaggiando spedito: era una delle favorite sulla carta e sta rispettando le aspettative, avendo tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo. Rispetto alle previsioni, le altre antagoniste sono già piuttosto staccate e in questo momento il Ravenna sembra l'unica in grado di tenere il passo. La prossima partita non sarà decisiva, perché siamo ancora all'inizio e mancano tante giornate, ma un'eventuale vittoria dello Spezia manderebbe un messaggio forte al Ravenna e a tutto il campionato. Per i romagnoli sarà una gara da provare a vincere, ma soprattutto da non perdere. Le altre squadre sono già distanti: il Pescara sta attraversando delle difficoltà, il Perugia non si è ancora dimostrato all'altezza delle aspettative e anche la Reggiana, tra il possibile cambio di proprietà e le vicende estive, non è partita nel modo migliore. Se Spezia e Ravenna manterranno questo ritmo, potrebbero giocarsi il campionato fino alla fine. Nel girone A vedo invece Brescia e Cittadella tra le possibili protagoniste, con una terza squadra che potrebbe inserirsi. Il girone C, come sempre, si conferma più equilibrato e difficile". Nel girone C spicca il Potenza, primo in classifica con 22 punti, quattro vittorie consecutive e 24 gol segnati. È una sorpresa o c'è qualcosa di più? "Non può essere un caso. Quando una squadra segna mediamente tre gol a partita e dopo sette-otto giornate si trova in testa, significa che c'è un lavoro importante alle spalle. C'è un allenatore come Tisci, molto preparato e bravo per la categoria, che lo aveva già dimostrato a Pineto, proponendo un buon calcio e valorizzando diversi giocatori. Il Potenza è un progetto che funziona già da un paio d'anni. Sono partiti alcuni calciatori importanti, ma altri che erano già in rosa hanno trovato più spazio e stanno dimostrando di meritarlo. In più sono stati inseriti giovani e giocatori esperti della categoria. Se il Potenza dovesse mantenere questa posizione fino a gennaio, diventerebbe una seria candidata a inserirsi nella lotta al vertice. In quel gruppo considero sempre Salernitana e Catania, piazze e società che, nonostante le problematiche, possono giocarsi il campionato. Potenza e Casertana potrebbero rappresentare la quarta o quinta incomoda in un girone caratterizzato da grande equilibrio e da piazze importanti". Come lavorano società e agenti durante i mesi lontani dalle finestre di mercato? "Il lavoro non si ferma mai. Gli agenti seguono le partite dei propri assistiti, ne monitorano il rendimento e cercano nuovi talenti da scoprire e lanciare, oltre a individuare calciatori da poter prendere in gestione. Le società, in questa fase, sono concentrate soprattutto sui risultati e sulla gestione dell'immediato. Ma già da metà novembre inizieranno a fare un primo bilancio, cercando di capire che tipo di campionato le attende e quali correttivi apportare a gennaio. Poche squadre saranno completamente soddisfatte e potranno intervenire poco. Le grandi piazze che puntano a vincere, spinte dalle aspettative e dalla pressione, saranno probabilmente costrette a muoversi. Lo stesso vale per chi si ritroverà a lottare per la salvezza senza averlo previsto, oppure per chi scoprirà di poter ambire a obiettivi più alti. Nessuno lascerà nulla di intentato per provare a salire di categoria o mantenere quella attuale. Da qui a novembre, quindi, inizierà a delinearsi la programmazione. L'estate ha regalato un mercato di Serie C particolarmente intenso, senza il consueto rallentamento tra l'inizio e la fine della sessione. Ci auguriamo che anche a gennaio possa esserci lo stesso dinamismo".

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