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Serie B? No chiamatela A2TUTTOmercatoWEB.com
© foto di BasicStudios / Dario Dinocca
martedì 14 giugno 2022, 16:57Primo Piano
di Redazione 1 TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte ilfattoquotidiano.it

Serie B? No chiamatela A2

Bari, Brescia, Benevento, Cagliari, Frosinone, Genoa, Parma, Pisa, Venezia. E Palermo. Con la promozione dei siciliani in Serie B, si completa l’organico della prossima stagione. Tra grandi piazze, e grandi proprietà, sarà una specie di “Serie A2”: il campionato cadetto più competitivo di sempre, almeno dai tempi della Juventus.

Era dal 2006/2007 che non si vedevano ai nastri di partenza tante società così importanti in Serie B. Quello fu il torneo post Calciopoli, di Del Piero &Co. sul campo di Rimini e Albinoleffe, ma c’erano anche Genoa e Napoli di ritorno dall’inferno del fallimento. Ancora oggi quella stagione viene ricordata come irripetibile, ma la prossima avrà persino qualcosa in più: allora c’erano tre squadre che staccavano tutte le altre, infatti alla fine furono promosse a braccetto. Stavolta davvero non c’è una favorita che può ammazzare il campionato in partenza, ma tante vecchie e nuove forze del calcio italiano che per un motivo o per l’altro hanno la Serie A come palcoscenico di appartenenza e obiettivo obbligato. Almeno 7-8 squadre che puntano dichiaratamente alla promozione, ma con soli tre posti disponibili.

Partiamo dalle retrocesse: Cagliari e Genoa hanno perso la Serie A all’ultima giornata, dopo una stagione disgraziata, e state pur certi che vorranno ritornarci immediatamente. Con le rose che si ritrovano e in più la dote del paracadute (25 milioni di euro a testa, un autentico lusso per la categoria) partono per forza davanti alle altre. Senza dimenticare il Venezia, giusto un filo dietro (anche in termini economici: “solo” 10 milioni di paracadute). A loro si aggiungono le grandi deluse di quest’anno: il Parma, che doveva dominare il campionato e quasi ha rischiato di retrocedere per una serie infinita di errori che la società non vorrà ripetere; Brescia, Benevento, Frosinone, lo stesso Pisa che ha perso la promozione ai supplementari della finale col Monza. Quindi le neopromosse: il Palermo, appunto, che ha coronato una cavalcata per certi versi miracolosa (i rosanero erano partiti dal primo turno nazionale dei playoff, e non erano certo favoriti), e ora sulle ali dell’entusiasmo potrebbe sognare addirittura il doppio salto. E poi il Bari, che deve fare i conti col problema della multiproprietà (ai De Laurentiis una promozione immediata ora darebbe più svantaggi che vantaggi), ma in Puglia i tifosi non accetteranno troppe stagioni di transizione. Considerando che ogni anno viene fuori almeno una o due outsider, sarà una corsa imprevedibile e di alto livello.

Basti dire che il prossimo anno la Serie B avrà in organico ben sei capoluoghi di Regione (Bari, Cagliari, Genoa, Palermo, Perugia, Venezia): club in grado di portare allo stadio 20 o 30mila persone, numeri da far impallidire la Serie A. Grandi piazze, ma anche grandi proprietà. Dei De Laurentiis (e del loro “problemino” a Bari) abbiamo già detto, Giulini è un altro degli ultimi patron all’italiana. Ma ci sono anche quattro proprietà americane (Genoa, Parma, Venezia, Pisa) con mezzi fuori categoria: spesso – come dimostrato dalle disastrose stagioni di Genoa e Parma – hanno bisogno di tempo per orientarsi nel pallone italiano, ma di fatto rappresentano il futuro del nostro calcio, anzi già il presente considerando che lo hanno praticamente colonizzato, con tutte le acquisizioni degli ultimi mesi. A cui potrebbe aggiungersi anche il Palermo, che tornato in Serie B ora è sempre più richiesto: si è parlato dell’interesse da parte dell’ex patron della Roma James Pallotta, ma anche degli sceicchi che possiedono il Manchester City.

Tutto ciò significa che il prossimo campionato di Serie B avrà un appeal mediatico clamoroso, anche sotto il profilo dei diritti tv. Non tanto dal punto di vista dei ricavi, ma degli ascolti. E delle scelte dei consumatori. Con gli utenti in rivolta per il caro-Dazn , chissà se una Serie B così ricca, dove giocano tante squadre del cuore di tifosi abituati a tifare come seconda squadra una big di A, non induca qualche appassionato scontento a disdire l’abbonamento. È vero che grazie all’ultimo bando la Serie B non ha esclusiva ed è compresa nell’offerta Dazn, ma è presente pure su Sky che offre il pacchetto calcio a un prezzo scontato.

Dal punto di vista tecnico, invece, considerando che ormai la cadetteria sta diventando sempre più il serbatoio della nazionale, sarebbe bello vedere ancora i giovani italiani protagonisti, altri Fagioli e Carnesecchi, in un campionato sempre più competitivo. La Cremonese ha indicato la via, anche se per blasone e mezzi economici le varie candidate alla promozione potrebbero seguire più il metodo Monza (grandi nomi e giocatori di categoria superiore). La certezza è una sola: andare in Serie A l’anno prossimo sarà davvero un’impresa.