Ufficiale, Delio Rossi lascia la panchina del Foggia
Come riporta Sebastian Donzella sul portale Tutto C Delio Rossi saluta Foggia. L'esperto tecnico, in conferenza stampa, ha comunicato le proprie dimissioni con un messaggio molto sentito: "Penso che sia sotto gli occhi di tutti quello che ha fatto questa squadra. Sono venuto a quattro giornate dalla fine, mi ha chiamato un certo signor Sapio, non sapevo neanche chi era. Ci siamo incontrati a Napoli e se chiama il Foggia e ci vado a parlare significa che ci voglio venire. Non è un problema economico, tanto è vero che gli ho detto solo di darmi un gruppo di lavoro, economicamente quello che mi potevano dare, solo vitto e alloggio per me e il mio collaboratore fedele. Ho parlato col presidente 10 minuti nella sua azienda a Bari. Gli ho detto: io vengo, Foggia è la mia città, però non vengo per quattro partite. Vengo per quattro partite più un anno, anche per essere credibile nei confronti di un gruppo. Alla fine di queste quattro gare faremo un bilancio, ci conosceremo come persone e valuteremo cosa fare eventualmente in futuro. La prima cosa che ho fatto è spegnere il telefono, non ho chiamato amici, parenti, nessuno. Non è stato facile, qui ho affetti, conoscenze e amicizie. Ho lavorato 24 ore al giorno da recluso, non ho fatto una passeggiata, non sono andato una volta in centro, non sono mai andato in un panificio, ho pensato 24 ore al giorno al Foggia. Mangiavo una volta al giorno, dormivo 3 ore a notte. Conosco il mio modo di fare calcio, soprattutto in questa città. Abbiamo lavorato e abbiamo cullato un sogno che purtroppo non è finito come volevamo. Io intanto ringrazio il presidente che mi ha dato la possibilità di allenare il Foggia, altri avevano fatto finta di farlo. Quello che ho chiesto al presidente me l'ha concesso".
"L'anno prossimo non sarò più l'allenatore del Foggia, per una mia scelta personale. Ma sarebbe stato così anche se fossimo andati in Serie B. Perché per fare l'allenatore devi essere razionale e io qui non riesco a esserlo, non riesco a fare il mio lavoro. Sono troppo legato, visceralmente, affettivamente, sentimentalmente. E non posso vivere da recluso per un altro anno, non sarebbe giusto e non sarebbe corretto. Io qualsiasi passaggio sbagliato, qualsiasi rimessa laterale, la sentivo sulla mia pelle. E non può andare avanti così, devi essere sereno. Meglio un allenatore che non ha rapporti con il territorio, più distaccato. Io sono troppo coinvolto, non c'è nessun altro motivo. Per questo me ne vado. Io sono e sarò sempre tifoso del Foggia".


