Un Potenza poco "affamato", mister Colombo: "Dobbiamo lavorare per un aspetto agonistico migliore rispetto a quello messo in campo oggi"
Il Potenza non riesce a superare la Juve Stabia, imbottita di giovani, malgrado sia riuscito ad andare in vantaggio per ben due volte lasciandosi recuperare nei finali dei tempi regolamentari e supplementari. È lampante che più che un problema di modulo sia una carenza caratteriale, di atteggiamento e di "fame" che al momento latita dalle parti dei rossoblu. Questo aspetto è stato più volte rimarcato dal mister dei Leoni Alberto Colombo nella conferenza stampa del dopo gara.
Differenza di età e partita presa un po' sottogamba. "Diciamo che la diversità o il gap dal punto di vista dell'età non è stato sfruttato, dal punto di vista dell'esperienza, nella parte finale quando potevamo far prevalere questa diversità di età nella gestione del rush finale della Juve Stabia che voleva recuperare il risultato. Lì siamo mancati e questo determina che le cose bisogna volerle fortemente per ottenerle perché possiamo usare tante parole ma poi quando c'è da lottare e sacrificarsi bisogna farlo anche quando si è in difficoltà fisiche. Noi abbiamo avuto diversi giocatori che per un motivo o per l'altro, il mercato li ha portati ad arrivare tardi rispetto a qualcuno che ha iniziato il ritiro, qualcuno ha avuto degli incidenti di percorso a livello di infortuni nel ritiro e quindi il livello di condizione non era omogeneo. Qualcuno lo ha pagato in modo più esponenziale rispetto a qualcheduno altro. Bisogna prenderne atto, bisogna capire che bisogna metterci una cattiveria agonistica superiore di quella che ci si mette in questi frangenti perché poi se trovi anche un giovane, magari alle prime armi, ma che dimostra di voler qualcosa, che ha più fame di qualcuno che è o affermato o ha più partite nelle gambe poi il gap viene colmato".
Il nuovo modulo 4-3-3. "C'è molto da lavorare. Continuo a dire che il sistema di gioco è un problema relativo, il vero problema sta nel come si interpretano i famosi principi di gioco. Poi è chiaro che magari c'è un giocatore che può sentirsi più a proprio agio in sistema che in un altro per caratteristiche, ma credo che la base sia un atteggiamento e che ci siano dei principi e se questi vengono non rispettati o c'è un atteggiamento non famelico come dovrebbe essere o dovrebbe richiedere la categoria, qualunque sistema uno può adottare troverà delle difficoltà. Il passaggio al nuovo modulo è stato fatto da poco, c'è da lavorare tantissimo, ma credo che la base su cui lavorare è un atteggiamento molto più elevato dal punto di vista agonistico rispetto a quello che oggi abbiamo messo in campo".


