Calcio: Serie B; grande successo per il boxing day
Nella scorsa stagione il record assoluto di presenze in B fu Bari-Genoa: quasi 49 mila spettatori. Indovinate il giorno? 26 dicembre. Anche in TV fu un successo con 622 mila telespettatori unici.
Anche quest'anno quella che sta diventando una tradizione, si è confermata un'occasione per colmare un vuoto che la Serie A ha deciso "coscientemente" di lasciare vacante. 101.411 tifosi allo stadio e 530 mila unici in TV. Il sito ufficiale della Serie B ha tenuto a specificare che gli stadi dove si è giocato hanno registrato un incremento del +17% rispetto alla media di presenze allo stadio rispetto a questa stagione (poco meno di 86 mila spettatori).
A trainare ovviamente le grandi piazze di Palermo e Genova (quasi 23 mila spettatori ieri al Barbera e al Ferraris), ma anche Terni - per fare un esempio - ha fatto registrare il secondo record stagionale di presenze al Liberati contro il Pisa con poco più di 7 mila tifosi allo stadio. Insomma, il calcio sotto le feste piace. Piace perché incontra maggiore tempo libero, le feste natalizie ed una maggiore propensione alla spesa e al divertimento. Andare allo stadio - scusate le parole forti - non diventa una rottura infrasettimanale.
Questo non vuol dire che anticipi e posticipi non debbano esistere, che si debba tornare al calcio in radiolina e a tutte le partite alle 15, ma che lo spezzatino debba avere un senso. La Serie B alle 14 di sabato non lo è. La Serie B è il primo baluardo del calcio di provincia e come tale deve essere capace di intercettare il proprio pubblico, pretendendo anche più spazio nel giorno (il sabato) che è diventato la casa della B. Sappiamo che non è facile dati i rapporti di forza economici (e di mutualità ricevuta) che la B subisce nei confronti della A, ma ha davvero senso un Verona-Lazio alle 15 di sabato che obblighi la B ad iniziare con un'ora di anticipo?


