Colavitto: "Potenza da vertice, Spezia programmato per tornare in B"
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Daniel Uccellieri
Daniel Uccellieri
Oggi alle 11:04Serie C
autore Daniel Uccellieri
05.10.2026 11:04Serie C
Il tecnico analizza i gironi di Serie C: "Il Potenza può reggere fino alla fine". Poi l'attesa per il ritorno in campo di Ronaldinho.
Mister Gianluca Colavitto, tecncio che in carriera ha allenato Giugliano e Ancona fra le altre, è intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com
Partirei dal girone C di Serie C, che lei conosce molto bene. Davanti a tutti c'è il Potenza, che forse sulla carta, a inizio campionato, non era la squadra su cui puntare, ma che adesso dimostra di non essere lì per caso: è una squadra costruita e allenata bene, con una proprietà seria.
"Credo che abbia detto tutto lei. Il Potenza, per chi sta nell'ambiente, rappresenta sicuramente una realtà positiva. Si è dato continuità prima dal punto di vista dirigenziale, con la conferma del direttore sportivo, e poi dal punto di vista del campo. È una realtà secondo me sostenibile. Il Potenza ha lavorato molto anche dal punto di vista logistico: le strutture che ci sono sono notevoli per la categoria, parlo di campo, foresteria e tutto il resto. Si è creato un mondo simile a quello di realtà importanti di Serie A.
Poi, dal punto di vista del campo, è stato scelto un allenatore, mister Tisci, che potesse proseguire in qualche modo il lavoro già fatto da mister De Giorgio l'anno scorso. È un allenatore che non è anziano, ma nemmeno giovane, e che negli ultimi due anni a Pineto ha lavorato in un determinato modo. È giusto che a Potenza stia confermando ciò che di buono è stato fatto negli anni precedenti. Per me il Potenza non rappresenta una sorpresa."
Catania e Salernitana non hanno iniziato benissimo, ma si stanno riprendendo. Secondo lei il Potenza ha la forza per restare davanti per tutta la stagione oppure alla fine i valori delle rose verranno fuori?
"Guarda, questo non lo posso dire. Possiamo anche ricordarci un po' della Juve Stabia di mister Pagliuca che nessuno dava per vincente. Però tieni presente che il Potenza ha in organico ragazzi di spessore, secondo me. Poi è normale che i giocatori vadano allenati e che devi vivere una settimana con loro per capire altre sfaccettature che vanno al di là del campo. Certamente dall'altra parte abbiamo comunque organici di spessore, sia quelli della Salernitana che del Bari, però ti dico che secondo me il Potenza può reggere fino alla fine del campionato."
Mi sposto sul girone B, perché in estate lo abbiamo definito come quello più equilibrato dei tre. C'erano tre squadre su quattro retrocesse dalla Serie B, realtà importanti Ravenna e Perugia, però lo Spezia sta cercando di prendere il largo: è davanti a tutti, ha vinto anche i due scontri diretti con Pescara e Reggiana, entrambi in trasferta, ed è a 22 punti, con il Ravenna dietro a 17. Sono già cinque punti di vantaggio, con una squadra giovane allenata da un tecnico giovane ed emergente come Turati.
"Sì, lo Spezia sembrerebbe che stia facendo la parte del leone in questo girone, però anche qui il campionato è lungo e ci sono squadre come Ravenna e Reggiana che secondo me possono mantenere il passo dello Spezia.
Certamente quello che sta facendo vedere lo Spezia in queste prime otto partite è un po' l'essenza del calcio attuale. Quindi complimenti a Turati, che ha avuto l'opportunità di allenare in una piazza che ha tutto per ritornare in Serie B, addirittura in Serie A. Dallo stadio a tutto ciò che ruota attorno al mondo Spezia, tutto è fatto in maniera programmata e giusta per il periodo che stiamo vivendo. Tra strutture, ambiente, staff, campi, tutto quello che ci deve essere nel mondo del calcio sta lì, in quel contesto."
Tra le avversarie abbiamo citato la Reggiana e il Pescara, ma c'è anche il Ravenna, che l'anno scorso da neopromossa ha fatto molto bene, ha insidiato le prime piazze ed è arrivato ai playoff. Quest'anno si sta ripetendo. Le voglio chiedere del colpo mediatico fatto dal Ravenna in estate, quello legato a Ronaldinho. Il brasiliano, insieme al presidente e a mister Mandorlini, ha detto di voler giocare e segnare il suo ultimo gol con la maglia del Ravenna. Da allenatore, secondo lei, è possibile una cosa del genere? Il talento di Ronaldinho è indiscusso, ma è un giocatore che non gioca da quasi 11 anni.
"Secondo me, dal punto di vista della tradizione, la posso fare anche io a 55 anni, non c'è problema. Magari mi fanno entrare quando c'è da battere un rigore. Però la vedo come hai detto tu: una questione di marketing. Dal punto di vista del campo, gli anni passano un po' per tutti.
Penso che i Cristiano Ronaldo siano veramente pochi al mondo, fermo restando che adesso si stanno allungando le carriere dei giocatori. Però non vedo più un fatto di marketing che una questione di campo. Certamente mister Mandolini si adeguerà: quando verrà chiamato lo farà entrare per uno spezzone, non lo so. Però adesso mi sembra che non l'abbia ancora visto, o mi sbaglio?"
Immagino che nella partita, anche se sarà a marzo o ad aprile, nella quale Ronaldinho figurerà tra i convocati, arriveranno richieste di accredito da tutto il mondo e allo stadio ci sarà il tutto esaurito.
"Sì, sicuramente, questo è fuori dubbio. Qua si parla di un fuoriclasse, quindi vederlo dal vivo ancora adesso, a questa età, comunque è uno spettacolo. Al di là della condizione fisica, io non so come sta il ragazzo, però mi sembra un po' improbabile dal punto di vista di dare continuità di minutaggio.
Fermo restando che il passo di un giocatore di Lega Pro è sicuramente diverso da quello di un giocatore di Serie A, quindi ci stanno anche le categorie per questo. Lui ha fatto sempre il fuoriclasse in Serie A, sicuramente non avrà perso la parte tecnica. Magari una volta che ti può fare il dribbling non puoi andare forse troppo oltre, però può metterti la palletta che un altro giocatore non riesce a mettere. Non la mette con i tempi un po' più lunghi rispetto a lui, che è tutto anticipato a livello di cervello.
Però secondo me aspetteremo, vedremo che cosa succede e che cosa faranno. Nel frattempo hanno avuto una brutta battuta d'arresto a Pianese. La Pianese ha fatto una grossa partita contro il Ravenna e ci fa capire che ogni partita è una storia a sé, che la classifica fino a un certo punto può contare e che il budget fino a un certo punto può contare.
Oggi sembra tutto semplicissimo, però se non hai le caratteristiche di voglia, di fame, di volerti imporre, puoi avere anche il nome e poi alla fine stecchi."
In estate parlavamo di un Union Brescia forte anche della finale playoff conquistata lo scorso anno, di un mercato fatto in maniera intelligente con tanti acquisti mirati e della conferma di mister Corini. Sembrava la squadra da battere. Sta faticando un po' di più rispetto alle previsioni, anche se c'è un Cittadella che finalmente si è ricordato di fare il Cittadella dopo il passo falso della scorsa stagione.
"Sì, sì, in effetti è così come dici. Nel girone A comunque ci sono anche altre realtà che si stanno confermando. Hanno mantenuto questo cosiddetto progetto tecnico, mi riferisco magari all'Arzignano, al Treviso, alle Dolomiti Bellunesi, al Trento. Poi c'è una sorpresa come l' Ospitaletto, che però non è una sorpresa, perché già l'anno scorso aveva fatto un buon campionato.
Il Brescia, in effetti, ha tutto il tempo per rimettersi in corsa. Con il Cittadella, se posso fare una previsione, dico che comunque queste due squadre fino alla fine se la giocheranno."
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