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L'angolo dei Tifosi, Reggina ancora ko: le vostre mailTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Andrea Rosito
martedì 30 novembre 2021, 16:00L'angolo dei Tifosi
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

L'angolo dei Tifosi, Reggina ancora ko: le vostre mail

La Reggina crolla in casa del Benevento e rimedia la seconda sconfitta di fila.

Vi chiediamo di dire la vostra, nonostante qualcuno vorrebbe tapparvi la bocca, sulla prova degli amaranto contro i giallorossi e sulle vostre sensazioni sul futuro della squadra. Tifosi amaranto scatenati, vi proponiamo la terza parte delle vostre considerazioni.

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Scrivete alla mail tuttoreggina@libero.it per L'ANGOLO DEI TIFOSI.

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Buongiorno gentile Redazione,ho aspettato qualche giorno per scrivere perchè la rabbia era troppa.

A mente fredda,vista la pochezza e la mediocrità dei ns calciatori, una salvezza sarebbe già un buon risultato.

Quindi non illudiamoci e non roviniamoci il fegato.

Se poi la società,considerato che questanno non ci sono squadre ammazza campionato,ma solo squadrette,coglie l'occasione e  decide di investire per tentare la promozione diretta,deve mandar via le mezze cartucce che abbiamo in rosa,Menez vederlo giocare mi fa pena,Rivas buona riserva in serie c,Ricci non capisco perchè gioca a calcio, e compra dei  giocatori anche non forti ma che hanno grinta e voglia di correre,possiamo veramente sognare.....Ma da gennaio in poi,se invece si tiene queste schiappe....non ci resta che  sperare nella salvezza.

Angelo

LA REDAZIONE RISPONDE: Angelo, però non dimentichiamo che questi calciatori hanno contribuito a collezionare 22 punti, mica è ultima in classifica. Cerchiamo di essere equilibrati in tutti i momenti.

Non ho mai scritto prima di una partita, ma questa volta la partita con l'Ascoli è di fondamentale importanza. Dobbiamo assolutamente vincere per ridare morale alla squadra ed all'ambiente.
Mi raccomando a tutti i tifosi, domani tutti allo stadio senza fischiare al primo errore i giocatori, che invece vanno incitati fino alla fine.
E come ha scritto Vincenzo dal primo minuto senza pietà, per distruggere calcisticamente parlando quello sbruffone di Sottil.
Quindi FORZA REGGINA CON IL SANGUE NEGLI OCCHI.

Roberto

Gent.mi

la nuova regola introdotta poche stagioni fa secondo la quale è possibile iniziare la manovra sul rinvio dal fondo del portiere, senza dover attendere la palla fuori dall’area di rigore, ma in ricezione già all’interno dei sedici metri al momento della battuta non trasforma, per magia, tutti i calciatori delle squadre in cloni di Iniesta, Xavi e Messi che qualche anno fa ci deliziavano, con il Tiki-Taka imbastito secondo gli ordini impartiti dall’incantatore di serpenti Pep Guardiola  che prevedeva un possesso palla costantemente sopra il 60% e quindi anche (e non solo) la costruzione  dal basso come principio tecnico in grado di riscrivere la storia …del Barcellona (come anche della Spagna delle meraviglie) ma non della Pergolettese o del Seregno. 

Pergolettese e Seregno che evidentemente non possono pensare alla costruzione dal basso come dogma unico perché l’arma migliore resta sempre quella della lettura della gara, della situazione contingente, dell’equilibrio delle forze in campo e, ma solo in subordine, degli uomini che si ha a disposizione che sono necessariamente da mettere in relazione agli uomini che ha a disposizione l’allenatore avversario.

La costruzione dal basso non può costituire, a prescindere dalle situazioni e dalla lettura della gara in corso, l'unica possibilità di uscita, attacco e ripartenza contro difese chiuse o avversari che fan del pressing l'arma migliore.

Insomma non si può rinunciare, sempre a prescindere dalle situazioni, al lancio lungo del portiere che scavalca la zona mediana alla ricerca degli attaccanti con contestuale pronta risalita della squadra in grado di accompagnare la finalizzazione oppure il recupero della “seconda palla”  normalmente effettuata dai centrocampisti a rimorchio che seguono e “leggono” in tempo reale l’azione.

Per esempio la Lazio (non quella vista ieri a Napoli) ha sviluppato meccanismi di gioco semplici, automatici e non casuali con  Reina, coadiuvato da un signor regista difensivo come Acerbi,  in grado di lanciare sul petto di Luis Alberto, sulla testa del Sergente Milinkovic Savic e sulla corsa degli esterni come Lazzari e Marusic. 

È innegabile che la costruzione dal basso aiuti il miglioramento tecnico della squadra aumentando il possesso palla, obiettivo primario nell’impostazione della metodologia di training in grado di aumentare l’autostima dei giocatori della squadra, dettandone i tempi e l’intensità.

Un'azione impostata dal basso può portare fatta di fraseggi palla veloce, dinamici, fatta di movimenti e contro-movimenti, può infatti far saltare facilmente la prima linea di pressione nemica, costringendo il resto degli avversari ad abbassarsi e concedere campo a chi sta avanzando col pallone. Un possesso palla incentrato sulle figure di portiere, difensori centrali che si allargano sui lati dell'area di rigore e centrocampisti che si abbassano sia per ricevere che per portar via l'uomo, potrebbe far saltare le marcature, creare scompiglio nella pressione avversaria, nonché produrre un vasto spazio tra la loro prima linea di pressione (attaccanti, sulla trequarti circa) e la loro seconda linea, stabile (centrocampisti), creando interessantissimi spazi da aggredire, tra l'altro in superiorità numerica.

I difensori/centrocampisti (che devono comunque essere tecnicamente più dotati degli avversari) che stanno impostando l'azione d'attacco avranno comunque 70 metri di campo da coprire ed occupare con il rischio che una scelta sbagliata, un fallo tattico, un errore tecnico, possano compromettere, anche irrimediabilmente, quanto di buono costruito dal basso agevolando una pericolosissima contro-ripartenza avversaria.

Come è altrettanto innegabile che la costruzione dal basso porti i calciatori avversari a salire con il baricentro ed aumentare il rischio che un eventuale perdita del pallone porti gli avversari nella favorevole condizione di una finalizzazione immediata (sono già a ridosso della nostra area) o del tiro in porta dopo uno due passaggi riusciti.

La Reggina che continuava a partire dal basso, anche nel secondo tempo contro la Cremonese e nell’intera partita contro il Benevento, dava l’impressione di dettare i tempi e l’intensità nelle due partite e quindi di aumentare l’autostima dei giocatori della squadra ?

Quando una squadra ti pressa già in area (conoscendo già il tuo dogma della costruzione dal basso a prescindere da ogni lettura contingente della partita) e ti schiaccia dietro senza soluzione di continuità è il caso di perseverare nel tuo dogma o forse non è il caso di affidarti al lancio lungo attraverso il quale scavalchi la zona mediana (e stai già a ridosso dell’area avversaria e con il passaggio giusto riesci anche a finalizzare l’azione) e soprattutto interrompi la pressione degli avversari minando la loro certezza di averti in pugno ?

Con la Cremonese (secondo tempo), con il Benevento e già con il Cittadella era il caso di insistere con la costruzione dal basso che non faceva altro che far restare i nostri avversari nella nostra area a giocare con il tiro al bersaglio con il nostro portiere ?

A cosa è servito lo score, figlio soprattutto del nostro perseverare sul dogma della costruzione dal basso,

 - del nostro maggior possesso palla (51% la Reggina, 49% il Benevento);

 - dei nostri maggior passaggi totali (443 contro i 435 del Benevento);

 - dei nostri maggior passaggi completati (374 contro i 363 del Benevento);

 - dei nostri maggior contrasti vinti (13 contro gli 11 del Benevento);

 - dei nostri maggior attacchi (96 contro i 92 del Benevento)

se poi tali successi hanno portato loro al tiro 27 volte e noi solo 7 e dobbiamo anche ritenerci fortunati (e con un ottimo portiere) se abbiamo perduto… solo per 4 a 0 ?  

27 conclusioni loro e 27 nostre ripartenze non affidate al dogma della costruzione dal basso (a prescindere dalla lettura della partita in corso nella quale i nostri avversari avevano preso residenza nella nostra area) ma al lancio lungo ci avrebbe forse condannato a perdere nel possesso palla e nei passaggi e nei contrasti vinti (score sterili che non danno punti) ma interrompendo 27 volte la loro pressione (per 27 volte il Benevento sarebbe stato costretto ad arretrare e a perdere punti di autostima sul controllo totale della partita) e noi acquistata palla nell’area avversaria almeno per metà volte delle 27 totali ?

Anche contro la Cremonese la nostra adorata Reggina, aveva avuto maggior possesso palla degli avversari, maggior passaggi completati, maggior contrasti vinti, ma con quali risultati ?

E quali sono invece le statistiche nella migliore partita della stagione giocata dalla Reggina, quella a Perugia ?

La Reggina, come tutti sappiamo e ci luccicano gli occhi ancora, quel giorno ha giganteggiato ed umiliato l’avversario, ma con quale storia statistica ?

Ha umiliato il Perugia pur perdendo nettamente nel possesso palla (41% la Reggina contro il 59% del Perugia) nei tiri in porta (20 del Perugia contro i 4 della Reggina) nei tiri fuori (8 del Perugia contro un solo per la Reggina) nei tiri fermati (9 del Perugia contro zero della Reggina) nei calci d’angolo (4 del Perugia contro 2 della Reggina).

Schiacciante a vantaggio del Perugia lo score nei passaggi totali (497 contro i 347 della nostra Reggina), come anche nei passaggi completati (405 del Perugia contro i 258 della Reggina) nei contrasti (14 a 10 per il Perugia), negli attacchi in genere (136 a 99 sempre per il Perugia) e negli attacchi cosiddetti pericolosi, quelli a ridosso dell’area (61 del Perugia contro i 26 della Reggina).

Dominio statistico schiacciante del Perugia che ha poi portato ad un altrettanto schiacciante ed umiliante 0-2 in casa con zero punti in classifica.

Gli amaranto gestiscono la partita senza mai soffrire (Corriere della Calabria)

Si, perché i calabresi, oltre che una maggior qualità individuale, hanno mostrato un’organizzazione di gioco e una sagacia tattica perfette, che nella ripresa hanno incartato il Perugia (Umbria Notizie)   

Giusto per dare il punto di vista della stampa calabrese e umbra.

Conclusioni, prima di tutto: lettura della partita in corso.

Quando hai in mano la gestione del gioco senza mai soffrire, vedi Perugia ma anche Cosenza, va benissimo costruire dal basso, quando hai perso il bandolo della matassa della gestione del gioco e soffri maledettamente (vedi Cittadella, Cremonese e Benevento) devi interrompere la pressione asfissiante che ti ricaccia continuamente nella tua area e costringerli ad arretrare (e già il solo arretrare costringe gli avversari a spendere energie psico-fisiche) anche con il poco nobile ed edificante, ma sempre valido alla bisogna, ricorso al lancio lungo che se non mortifica l’Inter, il Milan, il Real, o il Chelsea (che alla bisogna lo attuano), non vedo perché dovrebbe mortificare la nostra Reggina che al momento è di poco inferiore a tali squadroni !

Appunto, al momento, poi volere è potere e ricordo comunque che Bergamo è molto più piccola di Reggio Calabria.

Forza Reggina !

Non firmata

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