REGGINA: LA REAZIONE C’È STATA, MA SI (DEVE) DARE DI PIÙ
"Domani sera vedremo se siamo stati bravi a sistemare le cose…”: così Torrisi rispondeva venerdì al quesito sul dubbio che la squadra fosse riuscita a superare la crisi di Lamezia, trovando poi conferme nella prestazione di sabato sera. Che, se da un lato rinfranca, dall’altro però propone ulteriori interrogativi.
Premettendo che il ritorno alla vittoria non è mai banale, concetto che ormai dovremmo avere abbondantemente assimilato e metabolizzato, ciò che premeva a tutti riguardava l’atteggiamento che gli undici in campo (ed anche il tecnico stesso) avrebbero mostrato e dimostrato come reazione all’abulia di sei giorni prima che, con un salto triplo all’indietro, ci aveva riportati a periodi che credevamo morti e sepolti.
Per favorire una risposta significativa, era lecito aspettarsi diverse novità di formazione anche come naturale seguito allo sfogo post gara, ma forse nessuno si aspettava la mini-rivoluzione riguardante non solo gli uomini schierati, ben sette undicesimi diversi rispetto a Lamezia e con alcuni assenti di lungo corso dalle rotazioni, ma anche nel modulo, con una difesa a tre che non si vedeva da alcune gare disputate con la guida di Pergolizzi un anno e mezzo fa.
Se, come detto, il cambio di “postura” è apparso evidente sin dalle prime battute di gioco, dal punto di vista tattico invece la squadra ci ha messo qualche attimo in più per trovare il bandolo con il nuovo schieramento, con qualche elemento forse non propriamente a suo agio per caratteristiche (vedi Edera), confermando le ormai ataviche difficoltà a concretizzare offensivamente la manovra amaranto.
Avere in organico un elemento come Girasole, al suo dodicesimo gol in maglia amaranto, costituisce certamente un vantaggio tattico che poche altre possono vantare, tuttavia la stessa si è rivelata troppo spesso come unica opzione offensiva realmente efficace, contrapposta alla mancanza di concretezza sotto porta che ci pone, tra le cinque squadre in lotta per la promozione, come la meno prolifica, seppur in contrapposizione ad una difesa che, al di là di episodici cali di concentrazione, continua a dimostrarsi solida ed affidabile.
Tutto ciò, unito alla mancanza dei gol da parte dei centrocampisti, continua a costituire, in questo momento, il principale limite di una squadra che, da qui sino al termine del torneo, sarà praticamente costretta a vincere con chiunque: dunque, da questo punto di vista, consentendoci una citazione musicale in coincidenza con la settimana sanremese appena conclusa, si può (anzi si deve) dare di più se si vuole realmente raggiungere l’obiettivo.
La sosta del campionato che precederà il primo dei due grandi scontri diretti da disputare in trasferta, potrà certamente risultare salutare per perfezionale le novità tattiche, ricaricare le pile in un clima di serenità grazie ai tre punti conquistati ed ad una classifica che lascia ancora aperta ogni possibilità, e magari recuperare qualche acciacco; ma soprattutto dovrà servire a capire se i cambiamenti profondi di sabato potranno diventare strutturali da qui sino a maggio, o se per gli scontri clou ci si potrà ancora affidare all’usato sicuro che, non più di alcune settimane fa, era riuscito a conquistare quell’incredibile filotto di successi consecutivi.






