Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
Esclusiva TMW

Parola di allenatore. Ginestra: "Non avere un tecnico al 6 luglio crea problemi nell'organizzazione"

Parola di allenatore. Ginestra: "Non avere un tecnico al 6 luglio crea problemi nell'organizzazione" TUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Scialla
Claudia Marrone
autore
Claudia Marrone
Oggi alle 11:34Serie C
Ascolta il podcast
A Tutta C
00:00
/
00:00

Un Mondiale che è entrato sempre più nel vivo e del quale ha parlato, nel corso della mattinata radiofonica di TuttoMercatoWeb.com, il tecnico Ciro Ginestra, che ha detto la sua su quella che la massima competizione calcistica, rispondendo a precisa domanda: cosa si deve imparare da quando si è visto, soprattutto in virtù del nuovo corso federale.

"Gli orari non sempre sono comodi - ha detto -, ma riesco a guardare qualche partita, anche molto interessante: facendo questo lavoro, vedere partite è un po' come aggiornarsi. Il mondiale è abbastanza strano, abbastanza difficile, e il caldo non aiuta, anche se comunque, e ieri si è visto con l'eliminazione del Brasile, è emersa una cosa nota a tutti: nel calcio non contano i nomi, ma anche tante altre cose. E credo che si debbano intanto guardare le piccole nazioni che si sono presentate al Mondiale magari non come delle favorite, che stanno però facendo benissimo. Parlo specialmente della Norvegia e del Marocco, che sono nazioni che fino a qualche tempo fa nel calcio arrivavano al massimo al primo turno e adesso invece primeggiano, perché probabilmente dietro c'è organizzazione, lavoro, tutto ciò che porta allo sviluppo di nuovi campioni. Dobbiamo imparare da questo: ripartire con entusiasmo, imparare dagli errori fatti in passato e cercare di migliorarli, provando a costruire un futuro diverso rispetto a quello che negli ultimi anni, purtroppo, è mancato nel nostro calcio".

Anche in Italia, però, credo si sappiano sfornare dei talenti. Il problema è che si dovrebbero rivalorizzare al meglio anche i campionati, per evitare che poi questi talenti debbano andare - e l'ultimo in ordine cronologico è stato Palestra - in altri paesi per poter vedersi valorizzati realmente.
"Quello che dici è fondamentale. Bisogna dare spazio ai giovani, a chi merita_ Palestra è uno dei tanti giocatori che purtroppo dall'Italia, dopo solo un anno di Serie A, si vende a 60 milioni. Come si fa a non capire che Palestra probabilmente era già pronto prima? Il Cagliari è stato bravissimo, allenatore e società, a valorizzarlo, ma credo che anche da queste cose si capisce quando si deve crescere: si dovrebbe capire molto prima il talento, far giocare molto prima anche i giovani, perché poi fondamentalmente il futuro è loro. Qui invece, spesso, andiamo a prendere magari stranieri e spendiamo anche il doppio, e non ci teniamo a casa un talento italiano. Ricordo ultimamente Calafiori, che è andato all'Arsenal; era un giocatore che tranquillamente poteva restare in Italia nei grandi club, ma se preferiscono andare in Inghilterra, in Spagna, in altri paesi, in un altro calcio, vuol dire che anche questi ragazzi giovani non hanno fiducia in quello che succede in Italia, altrimenti le scelte sarebbero differenti. Al di là dell'aspetto economico".

Nodo centrale del tutto: da parte dei giovani non c'è fiducia su quello che può succedere. Recentemente il vicepresidente della Lega Pro Gianfranco Zola ha ribadito che serve ripartire soprattutto dai campionati come C e D, che vanno aiutati di più, perché tanti talenti provengono da li. Anche chi nel 2006 ha vinto il Mondiale.
"Zola abbia detto delle cose giustissime. In C e D si fa calcio con il minimo indispensabile, mentre probabilmente, di tanti aspetti economici che vengono dalla Serie A, s potrebbe passare anche qualcosa agli altri tornei, per far sì che ci siano più investimenti. Bisogna partire dalle basi, bisogna partire dai settori giovanili, bisogna partire da questo aspetto economico che è importante, perché tante società fanno calcio veramente con il minimo indispensabile, come ho detto, e anche tanti presidenti ci rimettono i soldi perché in Lega Pro è più la rimessa che il guadagno, e questo rende tutto più complicato. Basti pensare che siamo al 6 di luglio e ancora non si capisce chi si iscrive, chi non si iscrive e compagnia dicendo".

Tra l'altro non sono ancora state completate tutte le panchine in vista dell'avvio della prossima stagione. Lo chiedo a lei da allenatore: non è un po' tardi non avere un tecnico al 6 di luglio?
"Assolutamente sì. Io credo che il calcio, al di là dell'aspetto societario, al di là dei calciatori, debba avere un'organizzazione per far funzionare le cose in maniera giusta. Perché poi sei al 6 di luglio e non hai neanche organizzato il ritiro diventa tutto più complicato, e poi chi paga è sempre magari l'allenatore, che perde due partite e viene mandato a casa. Si deve pensare bene a quello che si vuole fare durante la stagione, mettersi bene in mente quali sono gli obiettivi della società, del club, dei calciatori e dell'allenatore, perché tutto questo può portare dei vantaggi".

Anche perché comunque il non avere a oggi un allenatore implica dei ritardi anche nel mercato, a un tecnico credo si debba sempre chiedere cosa predilige.
"Anche per me le squadre si fanno così. È naturale che prima di scegliere dei calciatori bisogna scegliere l'allenatore, e in base a questo poi pian piano cresce tutto quello che è una squadra: non si tratta di nomi, ma di caratteristiche. Si parte dalle basi: il direttore e l'allenatore che parlano in un modo giusto per quanto riguarda la costruzione della squadra, il sistema di gioco, la funzionalità e i giocatori che devono avere a disposizione, e poi da lì tutto cresce, tutto nasce. Invece a volte si prendono prima i giocatori, poi gli allenatori: per questo motivo a volte diventa difficile anche per l'allenatore andare a lavorare. Il calcio, per me, va organizzato. Ci devono essere delle scale gerarchiche: presidente, vicepresidente, direttore generale, direttore sportivo, allenatore e sotto i calciatori. Poi ovviamente il calcio è imprevedibile come tutti gli sport: non sempre vince chi è organizzato, non sempre vince chi spende, non sempre vince chi nasce e parte per vincere. Però, secondo me, se crei delle basi le possibilità aumentano, le percentuali aumentano".

Un altro grande problema è quello anche del sapere quando una squadra viene riammessa. Tempi tardivi, sono rischiosi...
"Esatto. Non è corretto farlo al 25 luglio, ma è corretto farlo a fine giugno, perché dà la possibilità anche allo stesso calciatore, a un tecnico, a un direttore di poter scegliere. Se ci sono intoppi, p0oi diventa tutto problematico, e magari i vari attori in causa hanno perso altre occasioni. Questo è tutto un sistema che, come dicevo in altre occasioni, va a discapito delle famiglie, di chi fa questo mestiere, di chi fa questo sport. È naturale che per me i tempi dovrebbero essere molto più veloci, perché così si dà la possibilità, come dicevo prima, di organizzare il tutto non solo a livello sportivo".

Un'ultima domanda: ci sono ancora panchine libere anche in Serie C, si sta muovendo qualcosa intorno al suo nome?
"Sì, si è mosso qualcosa, ho avuto tanti contatti. Non c'è stata mai, però, la sensazione che potesse accadere magari qualcosa per andare a lavorare, quindi, aspetto. Ho avuto contatti con una società di D importante, vedremo come tutto si evolverà. È naturale che per me lavorare è una cosa seria, credo fortemente nell'organizzazione, credo fortemente nelle società dove si lavora in maniera seria, perché vengono fuori anche poi i valori sia sportivi che umani dell'allenatore e dei giocatori. Quindi, secondo me, l'organizzazione e il mettersi in condizioni di lavorare bene sono importanti".

© Riproduzione riservata
Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile