Pellegrini: "Chi arriva alla Roma deve capire che è speciale. Ecco come interpreto il ruolo di capitano"
Il capitano della Roma Lorenzo Pellegrini è uno dei quattro giocatori della rosa ad avere alle spalle oltre 300 presenze con la maglia giallorossa. Un traguardo recentemente raggiunto anche da Gianluca Mancini. Lo stesso Pellegrini ha così parlato ai canali ufficiali della Roma:
Il traguardo delle 300 presenze?
"Raggiungere le 300 presenze per me è il sogno che uno ha fin da bambino perché nasci e cresci qui in una famiglia che ti tramanda questo amore per questa società, questi colori e per questo stemma".
Cosa rappresenta per te giocare con la Roma?
"Insomma, uno quando inizia a giocare qui si sente un po' dentro una bolla, come se fosse dentro un sogno. Aspetta di svegliarsi, ma poi alla fine ti rendi conto che sei già sveglio e che quindi te lo devi vivere al 100%, come ho sempre fatto, come ho sempre cercato di fare, dando tutto quello che avevo. E tra gioia e dolori posso dire di aver vissuto questo amore per questa maglia al 100% sempre, tutti i giorni".
Condividi questo traguardo con tre amici... (Mancini, Cristante ed El Shaarawy, ndr)
"Condividere con loro questo percorso è stato comunque importante perché sono prima di tutto, prima che calciatori, tre bravi ragazzi, tre uomini veri che ho sempre rispettato e a cui ho sempre voluto bene anche perché ho avuto la conferma giorno dopo giorno che si meritassero tutti gli effetti di portare questa maglia addosso perché anche loro, come me, tra gioie e dolori, hanno sempre dato tutto".
Cosa vuol dire essere il capitano della Roma per te?
"Il capitano della Roma è una cosa che si tramanda da tanto tempo e che ha un certo peso nella nostra città: è chi si occupa, è chi è responsabile della Roma tutti i giorni, a tutte le ore, a tutti i secondi, a tutti i minuti. Anche questo, tra gioie e dolori, è quello che ho sempre cercato di fare. Cercare di trasmettere ai miei compagni quello che era il mio amore per questa maglia. Visti anche i miei compagni, diciamo che sono stati bravi loro capirlo e sono stato bravo io a trasmetterglielo".
Cosa vuol dire giocare per la Roma?
"Quello che credo sia fondamentale è che chi viene a giocare per la Roma deve capire che cosa sta facendo. Deve capire che non è in una squadra qualunque, in una città qualunque, in uno stadio qualunque o con dei tifosi qualunque. È una cosa speciale, una cosa che ti dà tanto e che ti rimane dentro per sempre. Quindi, se sei bravo a godertela e bravo a dare tutto, a sacrificarti per questa maglia, non potrai che ricevere tanto amore".
Gli viene mostrata una foto del suo gol di tacco al derby...
"Allora, questa è la prima foto: il mio primo gol nel derby. Era un momento un po’ particolare, perché venivamo da una trasferta a Bologna in cui non avevamo fatto bene e anche io personalmente non avevo fatto bene. Però già dal giorno prima, e anche dal giorno stesso, dalla mattina, sentivo che sarebbe stata una giornata speciale. In quel giorno succede che Pastore si fa male. Io devo entrare un pochino a freddo e poi è successo tutto quello che speravo succedesse. Sono riuscito a fare gol, prima di tutto a giocare il derby, perché non vedevo l’ora di farlo, a segnare e a vincere. È stata una cosa meravigliosa, stupenda. Ma devo dire che segnare al derby è sempre qualcosa di meraviglioso e stupendo. Anche se quello è stato il primo e lo ricorderò per sempre, i gol nel derby, essendo me, te li ricordi tutti, perché non può essere altrimenti. Anche se quello è sicuramente uno dei più belli, penso che il più bello della mia carriera sia stata la punizione del 3-0, quella che credo ci ricordiamo tutti, io in particolare. Quindi è sempre una grande emozione. È già una grande emozione entrare qui dentro e portare questi colori addosso. Poi, per un ragazzo come me, è una grande emozione avere anche solo la possibilità di giocare un derby, figuriamoci segnare e vincere".
Gli viene mostrata una foto della notte di Tirana...
"A proposito di vincere, c’è quest’altra foto che è storia e lo rimarrà per sempre. Questo era il mio vero sogno. Quando ho capito che non era un sogno giocare per la Roma e che ero sveglio, come dicevo prima, questo era il mio piccolo obiettivo, il mio vero sogno: riuscire a gioire, a vincere un trofeo e ad alzare una Coppa con la mia maglia sul cuore. Sicuramente questa, al di là delle cose personali, dei gol nel derby, della realizzazione personale di essere riuscito a raggiungere un livello che mi permettesse di giocare per la squadra del mio cuore, è e rimarrà per sempre la foto che mi emozionerà più di tutte".
Scegli una foto con un momento significativo con la Roma.
"Sono tutte molto significative. C’è anche il primo gol, e anche la prima piccola gioia. Ce ne sono tante, sono tutte molto importanti, però forse direi che quella del… se dovessi prenderne un’altra, prenderei questa, perché qui c’è il gol nel derby. Il primo nel derby è comunque un’altra grande realizzazione. Poi c’è questa (la foto con la Conference League, ndr), di cui ho già detto tutto. Direi che, per chiudere il cerchio, non può che esserci l’inizio. Se si vuole raccontare la mia storia qui e l’amore che provo per questa maglia, queste sono sicuramente le tre foto più emblematiche".
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