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Il ds del Marsiglia Benatia demolisce i propri giocatori: "Uno scandalo, sono in vacanza"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 18:20Calcio estero
di Daniele Najjar

Il ds del Marsiglia Benatia demolisce i propri giocatori: "Uno scandalo, sono in vacanza"

Furioso per la prestazione deludente del Marsiglia a Lorient sabato scorso in Ligue 1 (sconfitta per 2-0), il direttore sportivo dell'OM, Medhi Benatia ha deciso di parlare in sala a fine partita, in un vero e proprio sfogo contro i giocatori della propria squadra. Una sorta di monologo di quasi 6 minuti e mezzo, quasi senza interruzioni, nel quale non le ha mandate a dire. Queste le sue parole: "Non avevo intenzione di parlare di nuovo fino alla fine della stagione, perché si è parlato fin troppo nei primi sei mesi. Ora, qualsiasi cosa tu dica, è sbagliata. Dopo partite come queste, puoi solo sbagliare. Però, come ho spiegato ai giocatori, quando sei qui devi avere sempre un senso di responsabilità. Non ho problemi se mi criticano perché ho ingaggiato un allenatore per un progetto che doveva durare più a lungo ma che purtroppo è finito prima; nessun problema. Non ho problemi se mi dicono che i giocatori che abbiamo preso erano molto bravi a settembre, ma ora sono molto scarsi; nessun problema. Accetto di aver ingaggiato anche un nuovo allenatore che non è bravo... Ma quando vedo partite come quella che abbiamo giocato oggi, anche se non vorrei parlarne, devo affrontare io la stampa". Il motivo? Presto spiegato: "Perché è uno scandalo, abbiamo una squadra che è praticamente in vacanza. Un'ottima squadra di calcio, normalmente dovremmo parlare di cinque finali. Facciamo dei ritiri, ci costano, ma vogliamo lavorare, ritrovare l'intesa e ricostruire la coesione di squadra perché è quello che mancava. Quanti giocatori sono entrati nello spogliatoio e hanno distrutto il tavolo? Zero. Nessuno. È tutto immacolato, le bottiglie sono al loro posto. Giochi per l'Olympique de Marseille, capita una partita del genere e la accetti. E qualcuno potrebbe pensare che la accettiamo. Ma immagino che l'allenatore, e lo conosco, come tutti gli allenatori (è la tendenza), si assumerà la responsabilità, e poi andremo avanti, e non ci sarà nessun problema. È un modo di fare le cose". Benatia rincara la dose: "È sempre la stessa storia: parliamo di "palle", di orgoglio, di rispetto per la maglia che indossiamo, di rispetto per le persone. E alla fine, cosa facciamo? Su un lancio lungo di 40 metri, sono io quello che ci prova? Su una seconda palla, sono io quello che ci prova? Quando prendi un contropiede dobbiamo fermare la palla con un fallo e riposizionarci, come fanno tutte le grandi squadre di Champions League. Oggi, cosa fai? Li guardi. Quando non corri, quando non fai quello che dovresti... Eppure, durante la settimana, lo facciamo. Da molto tempo ormai, lavoriamo duramente durante la settimana. E vedrai, alcuni se ne andranno, alcuni ti diranno dei Mondiali, "Ho già una squadra"... Nessun problema. E la cosa peggiore è che tra due mesi la gente dirà: "Cavolo, è davvero bravo!". Ma qui, invece, non ti sei impegnato. Questo è ciò che è più grave".