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Simonelli: "Derby di Roma il 17 maggio alle 12.30. Rocchi? Se qualcuno ha sbagliato pagherà"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 12:35Serie A
di Ivan Cardia
fonte Da Roma, Lorenzo Beccarisi

Simonelli: "Derby di Roma il 17 maggio alle 12.30. Rocchi? Se qualcuno ha sbagliato pagherà"

Ezio Simonelli, presidente di Lega Calcio Serie A, ha parlato a margine della presentazione del progetto Road do Zero in vista della finale di Coppa Italia: “Oggi stiamo dando l’esempio del fatto che lo sport possa fare molto, in tutti i sensi. Abbiamo trattato di come rendere l’accesso allo stadio ecologicamente sostenibile. Si potrà arrivare allo stadio con inquinamento zero: in questo abbiamo messo anche tante altre cose. Io mi auguro che quello che stiamo facendo siano cose che le nostre società facciano anche a livello di club, penso anche alle iniziative nei confronti di persone disabili”. C’è un’altra data cruciale per Roma, quella del derby in concomitanza con gli Internazionali di tennis, domenica 17 maggio. “Cercheremo di organizzarlo in modo che non ci siano sovrapposizioni con la finale, allo stesso tempo sappiamo che è soggetto a restrizioni imposte dalle autorità di pubblica sicurezza. Non lo faremo la sera perché è vietato, né il pomeriggio: resta solo le 12.30 e credo sarà l’orario che sceglieremo”. Escluso che si giochi il lunedì.
 “Sì, è giusto che il derby si giochi domenica, peraltro vi ricordo che si gioca alla penultima giornata, e quindi necessariamente in contemporanea con le altre partite di squadre in corsa per gli stessi obiettivi”. Un’altra data invece? “Ne parlavamo con Sport e Salute, ne abbiamo parlato con Binaghi (presidente della Federtennis, ndr). Purtroppo i calendari sono intasati, vale per tutte le federazioni: l’anno scorso c’erano la finale degli Internazionali e il GP di F1 nello stesso giorno. L’anno prossimo probabilmente riusciremo a evitare la sovrapposizione, perché con i Mondiali la stagione partirà un po’ tardi. Però siamo legati ai calendari internazionali, del resto Roma ha anche due squadre”. Negli ultimi giorni ha tenuto banco l’inchiesta legata a Gianluca Rocchi e al mondo arbitrale, mentre l’AIA rischia il commissariamento. “Beh, sono cose diverse. Zappi decade perché è stata confermata la sentenza, eventualmente ci penserà la Federcalcio. Quanto al resto, come ho già detto, finché non avremo qualcuno che ci spiegherà cosa è successo e perché, siamo alla finestra, come voi. A oggi non conosciamo le carte in mano ai pm e non abbiamo notizie da commentare: rimaniamo garantisti, al fianco della Can. Se poi ci fossero cose che daranno evidenza di irregolarità, chi le avrà commesse pagherà. Ma per ora non abbiamo prove”. La disturba che un centro di eccellenza come Lissone sia al centro dell’inchiesta? 
“La sua definizione è corretta, noi mettiamo a disposizione la tecnologia. Poi la gestione del Var è un’altra cosa, magari ci possono essere state delle decisioni non completamente omogenee che danno fastidio al tifoso e al pubblico. Il Var tende a portare più equità nei giudizi, ma quando sbagliava l’arbitro in campo veniva tollerato: se sbaglia chi sta davanti al monitor viene più difficile da accettare. Io continuo a reputarla una cosa positiva, forse bisognerà lavorare per rendere la gestione del Var più snella e veloce. Sarei per dare un tempo limite: se il Var deve intervenire di fronte a errori evidenti, devono essere facilmente individuabili”. Il commissariamento della Figc è un’ipotesi più lontana, Malagò resta il nome giusto per voi?
 “Sul commissariamento si è pronunciato il presidente del Coni, credo che i presupposti non ci possano essere. Non ne parlerei più. Quanto a Malagò, 19 club su 20 di Serie A - 17 dei quali ancora prima dell’assemblea - hanno sottoscritto il modulo di accreditamento: vuol dire che il consenso in A è quasi totalitario. Credo ci sia anche da altre componenti, ma questo non sta a me dirlo”.