Sfogo Spalletti a Pressing: "Come sto? Vi faccio compassione per la Nazionale?"
Dopo la sfida pareggiata dalla Juventus contro il Torino il tecnico bianconero, Luciano Spalletti, ha parlato ai microfoni di Pressing, su Canale 5 (leggi qui tutto il suo intervento integrale), con un certo nervosismo emerso sul finire della conversazione. Dallo studio infatti gli è stato chiesto "Come sta?", in riferimento alle tante pressioni che avrebbe ricevuto da qui in avanti. Una domanda che il tecnico non ha propriamente gradito, rispondendo con amara ironia.
Parleremo della mancata qualificazione della Juventus a lungo, lo faranno i giornali. Una curiosità: ma lei, Luciano Spalletti, come sta?
"(ride, n.d.r.) L'ho sentita questa teoria: 'È bruciato perché in Nazionale gli è successo questo e quest'altro'. Si vuol riferire a quello? Vi faccio compassione? A me ne avanza di quella che è la mia reazione e se vi serve ve la metto a disposizione".
No, ha frainteso, immaginiamo la sua delusione. E ci riferivamo al fatto che non ha dormito in settimana.
"Facciamo chiarezza: ho detto che mi sono portato a letto l'amarezza della partita e che ho passato delle notti senza vita, perché è così. Cosa riguarda? Che una delle più grosse qualità è quella di dare felicità agli altri. Ogni volta che vado al centro d'allenamento ci sono decine di bambini e io mi fermo sempre ad abbracciarli tutti ed a fare le foto. Per cui mi porto dietro tutto, non posso fare a meno di portarmi dietro l'amarezza di quelle faccette che io faccio scontente non vincendo una partita, me le porto dietro, è un dolore che ho. Vedere bambini felici è una cosa che per forza mi coinvolge sentimentalmente e umoralmente. Poi se si parla di professione è un'altra cosa, era la stessa cosa prima e ora che non sono in Champions. Faccio quello che so fare, poi non sarà del livello che uno vuole, mi si prende e mi si manda a casa come successo in Nazionale. E mi è successa una cosa bruttissima, però anche quando ti succede qualcosa di brutto come ora, la domanda da porsi è: mi è successa la cosa peggiore? Che poi: meno male non sono stato in quello stadio dove siamo stati e non ci siamo qualificati (a Zenica contro la Bosnia, per il playoff Mondiale, n.d.r.). Perché se fossi stato lì probabilmente ci crepavo veramente, per come son fatto io. Son convinto che mi sia capitata la peggior cosa, ma poi mi ritrovo ad allenare la Juventus. Anche in questo caso: ti succede che nnon sei in Champions, ma chi lo sa che non sia la molla per ricreare i presupposti perché ti facciano vedere qualcosa di meglio. L'anno scorso ti sei qualificato per un rigore a Venezia di Locatelli, quest'anno abbiamo sbagliato 2-3 rigori che sono fondamentali. La differenza qual è? Un rigore. Poi voi siete bravi a prendere una fotografia, un episodio, per creare un fallito. Sei fuori dalla Champions? Fallito, dimissioni. Mi fanno ridere. A me manca solo la Prima Categoria, poi sono stato in tutti gli spogliatoi di tutte le categorie, per cui ci si vede il prossimo anno, ce l'avete dura con me". Spalletti si toglie le cuffie e se ne va.
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