Gasperini: "Non era un dispiacere andare ai playoff, si migliora giocando di più. Il gruppo è straordinario"
Nel post partita di Panathinaikos-Roma, ha parlato Gian Piero Gasperini a Sky Sport.
Certe serate sono importanti perché si misura il carattere di un gruppo, la forza mentale nel saper gestire anche le variabili negative. In questo senso, le risposte ci sono state stasera, no?
«No, ma devo dire che non sono mai mancate. Si possono dire magari tante cose, ma sotto quell’aspetto questo gruppo è stato straordinario sempre, fin dall’inizio. Con chiunque giochi, chiunque entri in campo, sotto quell’aspetto non manca mai. Poi è chiaro che serve anche l’episodio, perché andare in svantaggio in quel modo, peraltro con un retropassaggio all’indietro, era difficile. La situazione migliore per cercare di pareggiare poteva essere proprio una palla in mezzo, come poi è stato, anche se Ziolkowski, che già in precedenza era andato vicino al gol, in quel caso è stato bravissimo. Hanno fatto veramente un bel gol».
In Italia si parla molto dei giovani, di come lanciarli, del fatto che ci sia poco coraggio. Oggi, guardando la formazione della Roma, se ne vedono tanti. Qual è la soluzione? È vero che manca coraggio? Come si trova il giusto mix tra giovani ed elementi più esperti che li prendono per mano?
«È un lavoraccio, è un lavoro difficile. Però, sarà che lo faccio da una vita, direi di no. Ho sempre avuto la fortuna di avere un nucleo molto responsabile, sia nelle altre squadre, a Bergamo, sia qui a Roma, davvero straordinario. Sono giocatori che danno sempre grande fiducia ai ragazzi, hanno sempre una parola di sostegno, quasi trasmettono un loro DNA. Sotto questo aspetto, oltre a quello che posso fare io, loro sono davvero una grande lezione per questi ragazzi, una vera iniezione di fiducia e di professionalità».
Per quanto riguarda i giovani, stanno crescendo bene e hai fatto bene a sottolinearlo: il gol è stato bello, con grande coraggio, mettendoci la testa. Davvero un bel gol. Rientrerà in campo a marzo, giusto? Possiamo dire, anche se è presto, che la Roma, nel gruppo delle sedici che resteranno, può essere una delle favorite? Penso all’Aston Villa, al Porto, al Lione, ma anche alla Roma, che poi avrà la possibilità di lavorare e far crescere quelli arrivati adesso per trovare una condizione migliore.
«Non lo so se siamo tra le favorite o meno. Ti dico anche di più: non era un dispiacere dover giocare, perché noi attraverso le partite siamo cresciuti. Giocando tante partite siamo sicuramente migliorati, abbiamo preso fiducia e una componente molto forte di motivazioni in tutti i giocatori. Non sarebbe stato un problema: sento a volte cose esagerate, se non si andava agli ottavi sembrava una sconfitta. Per me giocare due partite in più non era un problema, anzi sarebbe stata un’occasione per allargare la rosa. L’unico vero problema sono gli infortuni: quando giochi tante partite te ne capitano di più e questo è l’unico aspetto negativo. Per il resto, ho visto anche oggi nei primi dieci minuti una squadra che si muoveva in modo molto diverso, teneva benissimo il campo, creava subito situazioni, giocava con grande slancio e grande personalità. Forse, per me, giocherei molto di più e allenerei molto meno».
Questa frase gliela porteranno nello spogliatoio. Possiamo dire che anche i giocatori, a volte, preferiscono giocare piuttosto che allenarsi?
«No, guarda che posso dire che anche i giocatori preferiscono a volte giocare che allenarsi. Sono diventato buonissimo, non alleno solo, non alleno più. Giochiamo ogni tre giorni, cosa vuoi allenare. Anzi, molto spesso gli allenamenti sono partite. Lo dico seriamente: le partite sono il modo migliore per migliorarsi, per crescere. C’è il rovescio della medaglia degli infortuni e questo purtroppo a volte è pesante. Arrivi a delle partite decisive e ti mancano diversi giocatori. Se non hai una rosa più che adeguata, fai fatica».
Anche per l’autostima del gruppo: avevate avuto qualche difficoltà nel recuperare i risultati, invece con il Milan c’è stata una grande prova e siete riusciti a rimetterla in piedi. Oggi addirittura in dieci avete ripreso il risultato. Sembra che stiano aumentando anche l’autostima e il carattere della squadra.
«No, poi avevamo già rimontato due volte il Torino in Coppa Italia, un’altra volta non so in quale coppa. È già da un po’ che realizziamo: non facciamo goleade, però i nostri due gol di media li segniamo da diverse partite. Siamo diventati più continui e creiamo anche molto di più. Chiaramente stasera era difficile perché in inferiorità numerica, ormai per tutte le squadre, quando sei in uno in meno la situazione viene sfruttata. Non ci sono più squadre che non ne approfittano: ti portano fuori il difensore, ti costringono a scalare molto, a correre tanto con gli attaccanti, hanno sempre la giocata libera, i centrocampisti riescono a far giocare bene gli attaccanti e diventa tutto più difficile».
Gasperini ai canali ufficiali del club
La Roma è tra le prime otto, stasera una sorta di miracolo.
«Finché eravamo sullo 0-0 era ancora tutto accessibile. Una volta andati in svantaggio diventava sicuramente più difficile, però abbiamo portato avanti Ziolkowski, che era già andato vicino prima, e con la sua statura ha fatto un gol bellissimo, oltre che fondamentale e importante».
Sono intuizioni davvero da mago durante la partita o sono cose studiate?
«No cosa studi, poi mica pensi di giocare in dieci. Però lì è chiaro che non hai tante chance: quella più importante può essere una palla inattiva, un fallo laterale lungo, un calcio d’angolo. Diversamente avevamo avuto una palla clamorosa con Rensch, però poi costruire diventa difficile.
In compenso, finché siamo rimasti in undici, nei primi dieci minuti abbiamo avuto almeno tre o quattro situazioni veramente pericolose. La squadra è partita benissimo, giocando anche molto bene, poi in dieci è stata un’altra partita».
Gasperini in conferenza stampa
È meglio andare agli ottavi?
“Pareggio importante per l’autostima perché è arrivato dopo una partita in 10, con una formazione inedita e con dei difensori in attacco. Non è un problema giocare a calcio e abbiamo questa fortuna, il fatto di andare agli ottavi mi gratifica dal punto di vista degli infortuni. Ma siamo cresciuti giocando, non saremmo cresciuti guardando gli altri”.
Ci spiega l'uscita di Soulé? Problema fisico?
“Nessun infortunio, almeno oggi”.
Dybala come sta? Recupera per Udine?
“Lo sapremo domani mattina, non sono così fiducioso per Udine ma spero che recuperi molto presto perché è fondamentale per noi e per Malen. Dobbiamo avere pazienza fino a domani”.
Abbiamo visto di tutto stasera, che sforzo ha chiesto ai suoi ragazzi?
“Stiamo bene. I primi 15 minuti ho contato 4 situazioni pericolose e dovevamo essere più cinici, in undici avremmo visto un’altra partita. Siamo entrati in campo con personalità e volevamo attaccare con più uomini anche senza punte. In dieci è più difficile rispetto ad una volta e le squadre ti costringono a scalare e lavorare molto. Anche nell’intervallo eravamo convinti di non subire gol, avevamo corso pochi rischi. Poi abbiamo fatto un errore e siamo andati sotto. Poi pareggi con un episodio. Ziokowski ha fatto un gran gol. I ragazzi sono stati bravi anche con i ruoli stravolti ma tutti conoscono il ruolo di tutti e questo per me è una grande soddisfazione, sanno cosa vuol dire giocare in attacco o in difesa. Per me è una bella soddisfazione e mi permette di avere una squadra che tiene bene il campo”.
La scelta di Gollini?
“Si è allenato bene, con lui ho avuto problemi e non lo volevo più vedere, anzi lui aveva problemi con me. L’ho ritrovato qua maturato e cresciuto. Ha lavorato benissimo in tutti questi mesi. Si è tolto un po’ di farfalle, in allenamento fa delle cose straordinarie che non ha fatto questa sera ma è dovuto dal fatto che era tanto tempo che non faceva”.
Dalla prossima ci saranno Malen e Vaz...
“Malen sicuro poi vediamo perché possiamo cambiare tre giocatori. Così era veramente difficile, adesso abbiamo un po' di tempo per recuperare dei giocatori. Domani Hermoso rientra in gruppo, El Shaarawy è vicino al recupero. L’unico fuori è Koné che preoccupa e vediamo Dybala. Sono dei pezzi importanti”.






