Como-Roma 2-1 - Scacco Matto - Poco movimento e poca incisività con i cambi
LE FORMAZIONI - Gasperini propone El Shaarawy e Pellegrini a supporto di Malen. A centrocampo, spazio a Cristante e Koné con Celik e Wesley ai lati. Ghilardi, Mancini ed Hermoso compongono il pacchetto arretrato.
Fabregas risponde proponendo, a sorpresa, una difesa a tre formata da Ramon, Diego Carlos e Kempf. Smolcic e Valle agiscono larghi a centrocampo con Sergi Roberto e Da Cunha in mezzo al campo. Come nella gara di andata, il Como rinuncia a un attaccante e schiera Nico Paz, Caqueret e Baturina.
LA STRATEGIA DI FABREGAS - Il Como vuole fare molta densità in mezzo al campo e, anche per questo, Fabregas rinuncia all'attaccante puro per occupare meglio il centrocampo e tutta la fascia centrale. L'idea è di fare densità in mezzo per poi colpire ai lati anche grazie agli inserimenti dei due esterni Smolcic e Valle. Per contrastare Malen, invece, il tecnico spagnolo chiede ai suoi di stare subito addosso al centravanti olandese per non farlo girare.
UOMO SU UOMO - La Roma risponde come è abituata a fare, e cioè andando a prendere uomo su uomo i lariani: Koné si occupa di Da Cunha, Cristante va su Sergi Roberto, i tre difensori si spartiscono i tre uomini offensivi con Hermoso che segue Caqueret fino al limite dell'area del Como, quando necessario. Il pressing iniziale della Roma ha effetto ed el Shaarawy è furbo a capire prima le intenzioni di Sergi Roberto, pressato da Cristante, andando a recuperare il pallone in area e guadagnando il calcio di rigore.
LA MOSSA DEL COMO - Tecnicamente, il Como inizia senza attaccanti di ruolo, ma ci pensa Ramon a colmare il gap di centrimenti in zona offensiva. Nonostante sia il centrale destro difensivo, Fabregas gli chiede di salire in fase di possesso fino a comportarsi quasi da centravanti, almeno nella misura in cui deve spizzare i palloni alti e renderli giocabili per i compagni. Qui sorge un problema per la Roma: chi lo marca? Vista la zona di campo, è Wesley ad occuparsene, ma tra i due ci sono circa 20 centimentri di differenza in favore del giocatore del Como.
POCO MOVIMENTO - Il problema principale, però, è il poco movimento generale della Roma. Il problema lo rappresenta Hermoso durante il primo tempo della gara: Gasperini lo riprovera dopo un retropassaggio a Svilar, ma Hermoso, molto candidamente, risponde: "Allora si muovano di più lì davanti". Se Malen non riesce a crearsi lo spazio per attaccare la porta avversaria, la Roma fatica a rendersi pericolosa. Le assenze di Dybala e Soulé incidono, ovviamente, e non poco ma non bastano a giustificare il dato dei tre soli tiri effettuati contro i 22 da parte del Como. L'ingiusta epulsione è la mazzata che chiude la partita, con la Roma incapace a quel punto di reagire.
I CAMBI - C'è anche da dire che, mentre Fabregas ha cambiato la partita con i cambi, Gasperini non ha sortito alcun effetto.con i vari Rensch, Vaz, Tsimikas, Pisilli e Ziolkowski. La profondità della rosa sarà di certo uno dei tempi del prossimo calciomercato ma, intanto, il problema principale è la sensazione che la Roma abbia finito la benzina e se non ci pensa Malen i capitolini faticano tantissimo a creare occasioni.






