Potere e responsabilità: l’era Gasperini inizia con una scelta decisiva
Nella vita spesso a farti la differenza, nel bene e nel male, sono le persone che incontri. In tutti i campi, da quelli sentimentali, lavorativi, medici, ecc. ecc. Non è facile trovare la persona giusta, al momento giusto, nel posto giusto. Figuriamoci trovare più persone. Basta vedere la Roma nelle ultime stagioni quanta difficoltà ha riscontrato nel formare un gruppo dirigenziale adatto per fare il salto di qualità e tornare a essere una di quelle squadre che disputano stabilmente la Champions League. Non c’è riuscita neanche quando i Friedkin hanno scelto il trio Massara-Ranieri-Gasperini. Un terzetto italiano, navigato, che doveva rappresentare una certezza. Invece sono bastati pochi mesi per incrinare il rapporto, con un feeling tecnico mai sbocciato tra il duo Ranieri-Massara da una parte e Gasperini dall’altra, che ha finito per sgretolarsi appena il sogno Champions è sembrato svanire definitivamente.
La prima scelta è stata intrapresa dalla società: via Ranieri, sul piede di partenza Massara, potere a Gasperini. Potere che vuol dire maggiore responsabilità, senza citare per la milionesima volta la frase celebre del film "Spider-Man". Una responsabilità che l’attuale tecnico sembra essersi presa con la voglia di chi è convinto che il proprio modo di fare è quello necessario per risollevare la baracca.
ADESSO CHE SUCCEDE? - Ovviamente, ora, nel centro del mirino è finito Gasperini. Non nell’accezione negativa del termine, sia chiaro, però è normale che da ora in avanti, se le cose andranno male, il tecnico sarà maggiormente esposto alle critiche. È il gioco dei ruoli. Al di là di questo che sembra un appunto anche superfluo, la mossa da fare è una, anche abbastanza rivoluzionaria, tra virgolette: far scegliere il DS proprio a Gasperini.
La stagione attuale è stata detta di transizione (come spesso accade). A ripetere il mantra è stato proprio l’ex Senior Advisor. La transizione è avvenuta, in un certo senso, perché sì la Roma è diventata la Roma di Gasperini, no, perché non sembrano essere state messe le basi per disputare una grande stagione nell'anno del centenari del club.
La base forte della squadra, parole di Gasperini, quella a cui bastava rinforzare in maniera decisa l’attacco, rischia di dover essere sacrificata (non tutta) per rientrare nei paletti del FFP. Una volta capito da quale nuova base ripartirà la Roma, bisognerà necessariamente acquistare calciatori scelti in maniera convinta dall’allenatore (quindi approvati al 100%), altrimenti il rischio è quello di ritrovarsi di nuovo con una situazione analoga, di questi tempi, la prossima stagione.





