La nebbia sta per diradarsi: torneremo a parlare di calcio?
Quasi ognuno dei nostri articoli di questi giorni si apre con il tempo che manca al 30 giugno: un refrain che, a questo punto fortunatamente, a breve si interromperà per passare alla nuova fase del calciomercato, quella delle entrate. I giochi con l’UEFA saranno fatti e nei mesi successivi ci si presenterà a Nyon con quanto si è riuscito a fare in quest’ultima stagione sotto settlement agreement, a seguito della quale il monitoraggio tornerà a essere quello standard, col costo della rosa che non dovrà superare il 70% del fatturato.
Quest’ultimo citato è un riferimento universale, chiaro a tutti e per questo semplice da calcolare anche per chi non ha accesso costante a tutti i movimenti che si fanno dentro Trigoria: l’esatto contrario di quello che sta succedendo in questi giorni, in cui - da fuori - si naviga assolutamente a vista, cercando di capire quanto manchi a un obiettivo che non si conosce e, di conseguenza, ragionando sulle possibili strategie che la Roma potrebbe o non potrebbe attuare per raggiungerlo senza un chiaro riferimento.
Un’equazione con troppe incognite per i “comuni mortali” e dunque irrisolvibile con certezza, specie se si aggiunge che il calcolo può anche non essere finalizzato a un rispetto totale dei patti, ma anche a un raggiungimento di un traguardo parziale che, come da testo del documento media riguardante il settlement agreement, può portare la Roma a dover scontare solamente pene intermedie come una nuova multa o la limitazione della lista per una successiva edizione delle coppe europee; possiamo considerare verosimile che la società non voglia incorrere nuovamente nel meccanismo del transfer balance o in una squalifica, dando per scontato che agirà (o avrà già agito) almeno per evitare queste ultime due eventualità.
Con tutto il margine che si può considerare da interlocuzioni future con Nyon - che non ha mai agito come un’intelligenza artificiale, ma ha sempre ascoltato la Roma prima di infliggere le sanzioni intermedie di questi ultimi anni - c’è comunque un range numerico che i giallorossi devono raggiungere. Una cifra che, evidentemente, conoscono in pochissimi, nel rispetto di un principio fondamentale in questo periodo: meno si conosce l’obiettivo, meno la società si farà stringere il cappio al collo da potenziali acquirenti dei propri calciatori. Si sta per concludere, dunque, un periodo nebuloso sotto tantissimi punti di vista, interni ed esterni alla Roma: lasciateci dire che è meglio così e che sarà bello tornare a parlare essenzialmente di calcio.


