Tutto confermato: salta la cessione del club a Rufini. Trattativa mai vicina alla chiusura
Niente firme, niente notaio, niente passaggio di consegne. La trattativa si ferma sul più bello e la Salernitana resta nelle mani di Danilo Iervolino. Una frenata annunciata dopo mesi di contatti, indiscrezioni e attese che avevano già proiettato la piazza verso un nuovo scenario. E invece no. Tutto saltato, tutto finito. Forse non era il momento, forse non era la soluzione. Quando un accordo non si chiude, spesso è perché non doveva chiudersi. Ma attenzione: questo non significa immobilismo. Perché se da un lato Iervolino resta orientato a cedere, dall’altro qualcosa si è mosso. Nelle ultime settimane si sono colti segnali diversi, un clima meno ostile, una distanza tra piazza e proprietà che, almeno in parte, sembra essersi accorciata. Non è riconciliazione, ma neppure più muro contro muro.
Come scrive liratv, ora però c’è una priorità che supera tutto: i play off. Una stagione da chiudere con dignità, ma soprattutto un’occasione da non sprecare. Perché anche quando tutto sembra compromesso, il calcio insegna che le imprese nascono proprio così. Serve una tregua vera. Basta voci, basta trattative sbandierate, basta instabilità.
La Salernitana non può essere un cantiere aperto mentre si gioca il suo futuro. Se si dovrà vendere, lo si faccia con serietà, competenza e soprattutto riservatezza. Senza trasformare ogni passaggio in un caso mediatico. Perché ogni crepa fuori dal campo diventa un gol subito dentro. Il messaggio è chiaro: o si rema tutti dalla stessa parte, o si affonda. Squadra, società, allenatore, tifosi. Tutti. Non è una fine stagione qualsiasi. È un bivio. E certe strade si scelgono insieme.






