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Ci devi credere davvero: la Salernitana si gioca tutto a Brescia
Oggi alle 00:00Editoriale
di Lorenzo Portanova
per Tuttosalernitana.com

Ci devi credere davvero: la Salernitana si gioca tutto a Brescia

Novanta minuti, forse centoventi, magari persino i rigori. La Salernitana arriva al momento più pesante della sua stagione sapendo che il confine tra sogno e rimpianto ormai è sottilissimo. Il pareggio dell’andata contro il Brescia ha lasciato dentro la città due sensazioni diverse. Da una parte il rammarico enorme per una vittoria sfumata al 91’, dall’altra la consapevolezza di potersela giocare davvero fino in fondo contro una delle squadre più forti rimaste in corsa ed è forse proprio questo il punto centrale.

Qualche mese fa una partita del genere probabilmente la Salernitana l’avrebbe persa, oggi invece la squadra di Serse Cosmi appare diversa e la stava addirittura portando a casa. Questo dimostra maturità, compattezza, consapevolezza. Non è una squadra perfetta, non lo è mai stata e mai lo sarà perché anche in queste ultime settimane qualche difficoltà si è vista (a Caserta nel finale, all'Arechi nei secondi tempi con Casertana e Ravenna e per gran parte del match con le rondinelle), domenica sera il Brescia ha alzato ritmo e pressione approfittando anche di una condizione fisica leggermente migliore ma la Salernitana ormai ha trovato un’identità precisa ed ha saputo resistere fino alla prodezza del singolo.

La squadra sa soffrire, aspettare e anche colpire quando meno te lo aspetti e soprattutto ha finalmente capito chi vuole essere. Il simbolo di questa crescita probabilmente è Kees de Boer. Col Brescia non soltanto un gol straordinario, l'olandese ora impressiona per il modo in cui interpreta le partite. Personalità, qualità e lucidità. È diventato il leader tecnico di una squadra che ormai si appoggia continuamente alle sue idee calcistiche. Accanto a lui continuano a girare uomini fondamentali come Tascone, Ferraris, Golemic e Ferrari. E poi ci sono le alternative, sempre decisive. Ismail Achik ormai cambia le partite ogni volta che entra (ieri ennesimo assist da subentrato). Roberto Inglese sta crescendo di condizione e può ancora lasciare il segno. Anche questa è una differenza enorme rispetto a qualche mese fa, oggi Cosmi ha davvero una squadra.

Ma adesso arriva il passaggio più difficile perché il Rigamonti sarà tutta un’altra storia. Il Brescia giocherà con più aggressività, spinto dal proprio pubblico e forte di una brillantezza fisica che all’andata si è vista soprattutto negli ultimi venti minuti. La Salernitana invece dovrà essere intelligente, capire i momenti, evitare blackout e gestire la pressione senza abbassarsi troppo.

Servirà una partita sporca, lucida e mentalmente feroce, e servirà soprattutto continuare a crederci. Quel coro partito dallo stadio Arechi dopo il pareggio subito al 91’ non è stato casuale. “Ci devi credere” ormai non è più soltanto uno slogan da curva, è diventato il manifesto emotivo di questi playoff perché questa squadra ha riportato entusiasmo, appartenenza e orgoglio dentro una città che oggi si sente di nuovo completamente coinvolta. I 26mila dell’Arechi non sono stati soltanto un record di pubblico, sono la fotografia di un popolo che si è rimesso accanto alla propria squadra. Ora però serve l’ultimo salto. A Brescia non basterà essere belli o generosi, servirà essere forti davvero, forti nella testa prima ancora che nelle gambe perché le finali non le raggiunge chi gioca meglio per un’ora, le raggiunge chi resiste fino all’ultimo pallone.