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Conte-Napoli, le strade si sono separate. Quale futuro per gli azzurri e per il tecnico?

Conte-Napoli, le strade si sono separate. Quale futuro per gli azzurri e per il tecnico?TUTTO mercato WEB
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Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
Oggi alle 00:45I fatti del giorno

Antonio Conte lascia il Napoli, adesso la notizia è di fatto ufficiale. Non ci sono comunicati, almeno per adesso, ma solamente un post pubblicato sui profili social del club campano che, cosa già di fatto anticipata dalla conferenza stampa congiunta di domenica con il suo presidente De Laurentiis, conferma l'addio agli azzurri del tecnico salentino, nonostante un anno ancora vigente sul suo contratto.

Il passaggio di Conte a Napoli è stato tutt'altro che anonimo, tanto che il mister salentino se ne va dal capoluogo della Campania con uno Scudetto e una Supercoppa Italiana portati a casa nelle 91 partite ufficiali da lui guidate dalla panchina. Delle quali 76 in Serie A, con un ottimo score di 47 vittorie (il 61,8% del totale), 17 pareggi e 12 sconfitte. Risultati che hanno portato allo Scudetto al primo colpo e al 2° posto nel campionato in cui c'era da difenderlo, quello appena concluso.

Un po' meno brillante è stato invece il cammino del Napoli di Conte nelle coppe. Escludendo la Supercoppa Italiana, nella quale ha battuto prima il Milan e poi il Bologna, entrambe 2-0 con Neres grande protagonista, in Coppa Italia al primo giro gli azzurri sono usciti agli ottavi contro la Lazio, arrivando invece almeno fino ai quarti in questa edizione vinta dall'Inter, uscendo ai rigori contro il Como.

La vera pagina negativa del cammino di Conte a Napoli è stata però la Champions League, nella quale i campani hanno abbandonato il torneo già alla Fase Campionato, conclusa con un poco appagante 30° posto in classifica, maturato per via delle sole due vittorie nelle otto partite del maxi-girone, che ha fatto sì che il Napoli fosse l'unica compagine di Serie A che non è riuscita ad arrivare nemmeno ai playoff. Quell'antico tallone delle competizioni internazionali (con l'unica eccezione rappresentata dalla finale di Europa League con l'Inter, comunque poi persa contro il Siviglia) che accompagna Conte da sempre, si è visto anche a Napoli. In senso assoluto, comunque, quello di Conte all'ombra del Vesuvio rimane un capitolo da ricordare.

Chi raccoglierà l'eredità di Conte sulla panchina del Napoli, quindi? Non Maurizio Sarri, la cui preferenza si è ormai orientata in maniera decisa verso l'Atalanta. I candidati principali non sono moltissimi, ma è assolutamente vietato escludere sorprese e colpi di mano, quando uno dei protagonisti si chiama Aurelio De Laurentiis. Che in cuor suo avrebbe una grande preferenza, una sorta di pallino che ha in mente da tanti anni, e si chiama Max Allegri. Chissà che la mancata qualificazione in Champions dei rossoneri non possa agevolare un matrimonio del quale si mormora da anni, ma che fin qui non è mai stato troppo vicino al consumarsi realmente? Un mezzo occhiolino ADL parrebbe averlo già lanciato ieri, prima che il Milan scendesse in campo, con questo riferimento: "Bisogna vedere anche gli altri cosa faranno. A mischiare le carte siamo in parecchi, bisogna avere anche il rispetto per le quattro squadre in Champions, più le due che faranno una competizione meno importante". Gli altri ora hanno giocato, e il Milan ha perso il treno Champions. Magari Allegri però è più vicino a salire a bordo di quello che potrebbe portarlo a Napoli.

E adesso, dove andrà Conte? Le possibili soluzioni sembrano essersi già parate di fronte agli occhi del tecnico salentino, che in parte ne ha pure già analizzata qualcuna ieri nella conferenza stampa congiunta con De Laurentiis. Quella più chiacchierata, a proposito di un possibile ritorno a Coverciano come CT della Nazionale italiana, che aveva reso operaia e guerriera, a sua immagine e somiglianza, nella sua prima parentesi in azzurro.

A tal proposito, Conte si è in pratica auto-candidato di nuovo per la Nazionale: "Ricordo cosa ho detto sulla Nazionale, sono stato molto chiaro. Ho detto che tra i candidati, fossi il presidente, metterei Conte, anche perché è un mestiere che ho già fatto. Oggi ci deve ancora essere il presidente federale…".

Non c'è però solo la soluzione Italia, perché sempre a proposito di ritorni, è chiacchierata da qualche giorno a questa parte (e rischia di esserlo ancora di più alla luce della mancata qualificazione in Champions) la nostalgica pista che lo vorrebbe tornare alla Juventus al posto di Spalletti, nello stesso scambio di panchine che c'era stato a suo tempo all'Inter.

E poi, sempre per la rubrica 'a volte ritornano', chissà che il Milan non possa tornare a pensare a Conte? D'altronde il Diavolo ci aveva già provato due estati fa, prima di indirizzare la propria scelta su Fonseca, e con Allegri in forte bilico (e che potrebbe persino arrivare, dopo un giro largo, a prenderne il posto in panchina a Napoli) è una soluzione da non escludere a priori.

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