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Salernitana, tifo da record: 70mila paganti in 10 giorni. Impresa ancora possibile

Salernitana, tifo da record: 70mila paganti in 10 giorni. Impresa ancora possibileTUTTO mercato WEB
© foto di TuttoSalernitana.com
Luca Esposito
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Luca Esposito
Oggi alle 09:04Serie C

Se si volesse guardare il bicchiere mezzo vuoto, si potrebbe dire che la Salernitana ha sprecato una grande opportunità. Dinanzi a oltre 26mila spettatori (record assoluto per l’intera serie C nella stagione 2025-26), la Salernitana non è andata oltre l’1-1 contro il Brescia, ha subito un gol spettacolare quanto evitabile in pieno recupero e non ha espresso un bel gioco come accaduto nel doppio confronto col Ravenna e per 70 minuti al Pinto di Caserta. Serse Cosmi, però, dall’alto della sua esperienza ha invitato tutti a non perdere equilibrio e a proiettarsi al match di dopodomani con lo stesso entusiasmo che ha contraddistinto la tifoseria e l’intero ambiente in queste settimane. La Salernitana, che ha pagato soprattutto il dispendio di energie delle prime gare playoff mentre il Brescia riposava, ha vinto 12 partite in campo esterno, ha collezionato sei successi e due pareggi nelle ultime 8 gare, sta segnando con grande continuità e, nell’arco dei 90 minuti, può puntare su due risultati senza obbligo di vittoria visto che sono previsti supplementari e rigori. Anche al Rigamonti, inoltre, ci saranno un migliaio di supporters granata pronti a trascinare i propri beniamini verso quella che sarebbe una finale spettacolare contro un’altra big come l’Ascoli. “C’è una cosa che mi fa essere fiducioso” ha detto Cosmi “il Brescia ha fatto un’ottima partita e non sappiamo se sarà in grado di ripetersi a questi livelli. Noi non siamo quelli che avete visto eppure non abbiamo perso, anzi la vittoria è sfumata nei minuti di recupero. So che ci sarà un clima da eliminazione ormai certa, ma dopo il primo round siamo ancora pienamente in corsa”. D’altronde, fosse finita 0-0, o se fosse stata la Salernitana a rimontare, le chance di qualificazione sarebbero state le stesse. Per la sfida in terra lombarda è chiaro che qualche calciatore potrebbe riposare.

Cosmi, che ieri era assente in panchina causa squalifica, non è stato tenerissimo con alcuni dei suoi giocatori e non sono da escludere bocciature anche eccellenti: “Prima che mi domandiate della sostituzione di Lescano all’intervallo vi fermo: immagino mi chiederete perché non l’ho tolto prima. Oggettivamente non stava facendo grandi cose, al pari di Ferrari. Achik? A volte spacca le partite, a volte spacca un’altra cosa. Molte volte fa scelte sbagliate, se stiamo ripartendo e preferisce fare un lancio di 80 metri a Inglese è evidente che qualcosa non vada. Lui è fatto così, prendere o lasciare. La mia assenza in panchina si è sentita, so di poter essere importante e non mi riferisco a un discorso tattico. La mia voce la faccio sentire, ci sono giocatori che vanno anche calcisticamente insultati per tenerli svegli. E’ il caso di Cabianca. Abbiamo avuto una grande occasione per sbloccarla nel primo tempo, ma non si è accorto che c’era Villa completamente solo in area”. A Brescia, dunque, potremmo rivedere dal primo minuto Berra, Longobardi e Gyabuaa, con Inglese che scalpita e Antonucci che spera in una chance.

Nota a margine sui tifosi. Ieri l’Arechi era stracolmo, con oltre 26mila spettatori e due settori su tre sold out dopo 24 ore di prevendita. Sul piano del trasporto emotivo non è stato il solito stadio modalità dodicesimo uomo, come se la tensione per la partita e le manifestazioni d’amore delle scorse settimane avessero un po’ fatto perdere elettricità all’ambiente. Ma i numeri restano da capogiro. 20mila spettatori con la Casertana, 22mila con il Ravenna (con annessa scenografia che ha fatto il giro del mondo), 26mila ieri. 600 al Benelli di Ravenna, 2200 per un allenamento a porte aperte. Bandiere granata sui balconi, maxi schermi in provincia, centinaia di bambini sugli spalti, attività commerciali chiuse la sera per permettere a tutti di andare allo stadio e comunicati a iosa utili a caricare ulteriormente una piazza che, dopo due retrocessioni di fila, conferma di non essere assolutamente di serie C. Ora tocca a Iervolino, ieri presente sugli spalti affiancato dal presidente Milan (che era assente da dicembre) e dall’amministratore delegato Pagano. La speranza dei tifosi è che quest’ennesima manifestazione d’amore del popolo granata induca il patron – una volta finiti gli spareggi – a non tentennare ancora sulla permanenza a Salerno. Anzi, aver ricucito lo strappo può consentire di programmare un futuro ambizioso, accantonando il passato e ripartendo con due consapevolezze: la società ha enormi potenzialità economiche e c’è un tifo da serie A. Si arrivasse a questa stretta di mano ci sarà una Salernitana proiettata a un campionato d’avanguardia qualunque sia la categoria di militanza. Viceversa si disperderebbe questo meraviglioso clima d’entusiasmo così faticosamente ricreatosi.

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