Salernitana, chi può decidere la semifinale di ritorno
Le partite come quella del Rigamonti spesso si decidono con una giocata improvvisa, un episodio o il lampo del giocatore capace di accendersi nel momento più pesante della stagione (come è accaduto tra l'altro anche nel match d'andata con due prodezze balistiche di un singolo). La Salernitana oggi ha diversi uomini che possono davvero indirizzare la semifinale contro il Brescia.
Davanti inevitabilmente gli occhi vanno ancora sulla coppia argentina composta da Franco Ferrari e Facundo Lescano. I due stanno trascinando il reparto offensivo da settimane e continuano a garantire peso specifico dentro l’area, movimenti e lavoro sporco, anche se apparsi un po' in debito d'ossigeno. Restano comunque il punto di riferimento offensivo.
Ma attenzione anche ad Andrea Ferraris, all'asciutto dopo il gol segnato a Caserta ma sempre nel vivo del gioco e vicino al gol nelle gare successive. Anche all’andata è stato tra i più vivi offensivamente, seppur meno brillante. Continua a essere il giocatore che collega centrocampo e attacco con corsa, qualità e letture tattiche. Potrebbe anche partire dalla panchina e subentrare a gara in corso quando le squadre sono più affaticante e quindi incidere ancora di più sul match.
Ismail Achik invece ormai è diventato una vera arma playoff: accelera il ritmo, crea superiorità numerica e spesso entra nei momenti in cui gli avversari iniziano a perdere brillantezza ed è sempre nel tabellino dei gol granata, per gol o assist, come quello per De Boer nel match di due giorni fa. Occhio anche a Roberto Inglese. Il gol segnato a Ravenna e la crescita fisica delle ultime settimane lo candidano a possibile uomo sorpresa della semifinale.
Partite così si vincono però anche dietro. Antonio Donnarumma è stato fondamentale in più occasioni durante questi playoff e potrebbe essere ancora decisivo se il Brescia dovesse aumentare pressione e volume offensivo. Così come Vladimir Golemic, chiamato a guidare la difesa nei momenti più delicati. La sensazione è che servirà il contributo di tutti perché una semifinale così non la decide un solo uomo, la decide una squadra capace di restare viva fino all’ultimo pallone.






