Coda: "Vicino alla Salernitana, ma ho preferito la Samp. Futuro? Aspetto la B"
Un ritorno alle origini, impreziosito da un riconoscimento che celebra una carriera costruita a suon di gol. Massimo Coda è stato tra i protagonisti della serata inaugurale della 35ª edizione del Torneo Internazionale Città di Cava de’ Tirreni, storica manifestazione organizzata dal presidente Giovanni Bisogno.
L’attaccante della Sampdoria, nato a Cava de’ Tirreni, conosce bene l’evento: vi aveva già preso parte ai tempi del Parma, quando gli fu affidata la lettura del tradizionale giuramento degli sportivi. Stavolta, invece, è tornato per ricevere un premio speciale dedicato a un traguardo storico: le 145 reti segnate in Serie B, che gli hanno consentito di diventare il miglior marcatore di sempre del campionato cadetto. A margine della manifestazione, il bomber campano si è raccontato ai nostri microfoni, ripercorrendo la stagione appena conclusa con la Sampdoria, parlando delle prospettive future e delle voci di mercato che lo riguardano, con uno sguardo particolare anche alla Salernitana.
Che effetto fa tornare a Cava e ricevere un riconoscimento così importante?
«È sempre bello tornare qui. Avevo già partecipato a questa manifestazione quando giocavo nel Parma. Ricevere oggi un premio così significativo mi rende molto orgoglioso».
Il premio arriva grazie a un record storico.
«Sì, ho raggiunto quota 145 gol in Serie B. È un traguardo importante che mi riempie di soddisfazione e rappresenta il risultato di tanti anni di lavoro».
Come valuta la stagione appena conclusa con la Sampdoria?
«È andata meglio rispetto a quella precedente, ma credo che avremmo potuto fare qualcosa in più. Non siamo riusciti a esprimere tutto il nostro potenziale».
Alla fine però la salvezza è arrivata con anticipo.
«Sì, perché dopo un avvio complicato abbiamo disputato un ottimo girone di ritorno. Abbiamo mantenuto una media da playoff e siamo riusciti a raggiungere la salvezza prima del previsto».
Il suo nome è già accostato a diverse società. Che estate si aspetta?
«In questo periodo circolano tanti nomi. Penso che il mercato entrerà davvero nel vivo dopo che saranno definite le situazioni legate ad allenatori e direttori sportivi. Da metà giugno in poi si capirà qualcosa di più».
A gennaio il suo nome è stato molto vicino alla Salernitana.
«C’è stato un confronto con il direttore. Eravamo arrivati a uno stadio piuttosto avanzato della trattativa, poi ho scelto di restare alla Sampdoria».
Che peso può avere Salerno nelle scelte per il futuro?
«Parliamo di una città importante, con una tifoseria straordinaria. È normale che faccia piacere essere accostati a una realtà di questo livello. Adesso però è ancora presto per fare valutazioni. Molto dipenderà dai progetti che verranno presentati nelle prossime settimane».
Che effetto le ha fatto vedere l’Arechi nelle gare decisive?
«Lo spettacolo sugli spalti è stato bellissimo. Il coinvolgimento della gente è qualcosa di unico. Sono poche le città che garantiscono un sostegno simile».
Salerno merita categorie diverse?
«Assolutamente sì. Merita il grande calcio. Mi auguro che possa tornare presto ai livelli che le competono».
Si aspettava un epilogo diverso per la stagione granata?
«Credo che la Salernitana avesse una buona squadra e che abbia meritato il percorso fatto fino alla semifinale. Poi si è trovata di fronte un avversario difficile come il Brescia. Conosco bene mister Corini e so quanto siano organizzate le sue squadre. In ogni caso penso che la Salernitana abbia disputato una buona stagione».
Tra Brescia e Ascoli chi vede favorito?
«Se devo fare un nome dico Brescia, soprattutto perché conosco Corini e il suo modo di lavorare. Però sono partite particolari, dove può succedere di tutto. È una gara da tripla».
Scafatese e Cavese sono sulle sue tracce. Cosa ne pensa?
«Fa piacere. Per quanto riguarda la Cavese, parliamo della squadra della mia città e questo non può che rendermi orgoglioso. In generale, però, è ancora presto per fare valutazioni. Bisognerà capire quali opportunità si presenteranno».
La Serie B resta la priorità?
«Sì, perché è il campionato in cui ho costruito gran parte della mia carriera. Poi nel calcio bisogna sempre valutare ogni situazione».
Anche una Serie C molto ambiziosa potrebbe rappresentare una soluzione?
«Se c’è un progetto serio e costruito per vincere, allora può essere una possibilità da prendere in considerazione».
A quota 145 gol il record è già suo. L’obiettivo è migliorarlo?
«Certamente. Quest’anno speravo di arrivare a quota 150, non ci sono riuscito. Mi auguro di avere un’altra occasione per incrementare ulteriormente questo record».
Quale gol porta maggiormente nel cuore?
«Ce ne sono diversi, soprattutto quelli segnati al volo, che è la conclusione che preferisco. Ricordo con piacere quello realizzato con la Salernitana contro la Spal, ma anche altri segnati con Benevento e Lecce».
Tra tutte le città in cui ha giocato quale le è rimasta maggiormente dentro?
«Direi Lecce, perché lì ho vissuto le due stagioni più belle della mia carriera. In ogni piazza, però, ho cercato di lasciare un buon ricordo e credo di esserci riuscito».
Il futuro è ancora tutto da scrivere?
«Sì. Adesso aspettiamo che il mercato entri nel vivo, poi valuterò tutte le opportunità e prenderò la decisione migliore».






