Salernitana, da notte della svolta ad altra occasione cestinata
Doveva essere la notte della svolta, il segnale a una piazza esigente che non accetta mezze misure e non vive di alibi. Dopo lo scivolone di Siracusa, serviva una risposta veemente, una partita che urlasse "ci siamo". È arrivato l’opposto: uno 0-0 con il Cosenza che pesa come una sconfitta, perchè racconta una Salernitana senza mordente, senza ritmo e soprattutto senza scossa mentale. Il dato più allarmante non è il risultato in sè, ma la sensazione di immobilismo. La squadra sembra non avere un’identità stabile: accende qualcosa solo a sprazzi (quasi sempre quando la palla passa da Achik), poi si spegne. E quando c’è l’occasione di spaccare la gara, come sul rigore nel recupero del primo tempo, la spreca con un errore che fotografa perfettamente la serata: poca lucidità, poca cattiveria, poca personalità. L'ex Cerignola prova a tenere in piedi la baracca, ma l'errore di Ferrari dal dischetto e un impianto di gioco inconsistente inchiodano la partita su un senso di apatia che preoccupa più del risultato.
In classifica i granata restano a -6 dalla vetta: 39 punti, aggancio alla Casertana, Cosenza dietro a 37. Davanti, Benevento e Catania continuano a marciare. E qui va detto con chiarezza: la promozione diretta, così, è un treno che la Salernitana sta guardando passare. Continuare a raccontarsi favole significa rischiare di buttare anche la posizione play-off, perchè quando la testa cede, poi cede tutto. E allora la domanda non va girata intorno: serve una scossa immediata. Se la scossa non può arrivare dal campo, deve arrivare dalle scelte. Anche drastiche. Perchè la percezione, oggi, è che il gruppo non segua più totalmente Giuseppe Raffaele: troppe partite "uguali", stessa apatia, stessi finali confusi. Se la società sente che l’energia è finita, l’esonero non è un tabù: è una responsabilità verso Salerno e verso un obiettivo che non ammette altre occasioni buttate al vento.






