Tre punti e molte domande: la Salernitana al bivio della stagione
La vittoria di Caravaggio contro l’Atalanta U23 ha restituito alla Salernitana tre punti pesanti e una classifica che oggi parla chiaro: terzo posto in solitaria, a quota 42, alle spalle di Catania e Benevento. Un successo che pesa, perché interrompe un avvio di 2026 non semplice e perché arriva in trasferta, su un campo tutt’altro che banale. Ma è una vittoria che, paradossalmente, apre più riflessioni di quante ne chiuda.
La gara di ieri è stata gestita con ordine, attenzione e maturità. I granata hanno saputo colpire nel momento giusto con De Boer e difendere il vantaggio senza concedere troppo. Tuttavia, la lunga superiorità numerica e alcune occasioni sprecate hanno lasciato la sensazione di una squadra solida ma non ancora dominante, capace di controllare ma non di entusiasmare. Ed è proprio qui che nasce lo scetticismo di una parte della tifoseria: il risultato c’è stato, la prestazione meno.
Ora, però, il calendario non concede pause. All’orizzonte c’è il derby di Sorrento, una partita che va oltre i tre punti. Un banco di prova emotivo, ambientale e tecnico, in cui serviranno personalità, intensità e continuità. Vincere significherebbe dare seguito al successo di Caravaggio e presentarsi con credibilità reale alle spalle delle prime due. Perdere terreno, al contrario, rischierebbe di ridimensionare entusiasmi e ambizioni.
La classifica, intanto, racconta di una Salernitana in corsa, ma ancora inseguitrice. Catania e Benevento restano le squadre più complete, costruite per vincere, con organici profondi e alternative di livello. Ed è qui che entra in gioco il mercato. La finestra invernale è ancora aperta, ma al momento stenta a decollare. Se l’obiettivo è provare a colmare il gap, serviranno innesti veri: un attaccante che garantisca gol, un centrocampista di spessore, magari un difensore capace di dare certezze nei momenti chiave. Non nomi tanto per riempire la rosa, ma giocatori pronti, abituati a lottare per obiettivi importanti.
Il pubblico osserva e attende. Lo fa con affetto, ma anche con quella sana diffidenza di chi ha visto stagioni promettere più di quanto abbiano poi mantenuto. La vittoria senza brillare e un mercato ancora silenzioso alimentano dubbi, più che critiche. Perché a Salerno non basta vincere: serve anche la sensazione di una direzione chiara, di un progetto che non si limiti a galleggiare, ma provi davvero a osare. La Salernitana è a un bivio. Il campo ha dato segnali incoraggianti, ma ora servono conferme. Dal derby, dal mercato, dalle scelte della società. Per trasformare una buona stagione in qualcosa di più ambizioso, e per riaccendere quell’entusiasmo che, sotto sotto, aspetta solo un motivo per esplodere di nuovo.






