Benevento, Floro Flores: "Ossessionato dal mio lavoro, oggi fatta una grande prestazione"
Già col Cosenza avevamo fatto un’ottima prestazione, oggi ancora meglio ma non ho mai avuto dubbi su questi ragazzi. E’ un momento straordinario che faccio fatica a metabolizzare. E’ stato un percorso lungo, estenuante, senza un giorno di riposo e con la consapevolezza che fosse tutto nelle nostre mani. L’abbraccio con Vigorito è stato bello, mi sono emozionato e non ci sono parole per descrivere questo momento. Non ho mai parlato di rinnovo, ma non c’è bisogno. Io metto solo la firma, i soldi non mi interessano perché sono abituato a parlare di progetto. Con Vigorito sono in una botte di ferro, è un uomo ambizioso che mi sta aiutando a crescere.
Mi ha ringraziato, ma sono io a dover mettere sul comodino la sua fotografia e non quella di Padre Pio. Da calciatore non ho mai vissuto un qualcosa di così bello, solo un uomo folle come lui poteva scegliere me a metà campionato sapendo che fossi un giovane alla prima esperienza. E’ un presidente lungimirante, abbiamo pensato esclusivamente alla serie B. A tavola parliamo di tutto, ma non di calcio perché ha una cultura immensa su tanti aspetti. Aver fatto il giocatore non vuol dire essere un bravo tecnico, subentrai da secondo in classifica e dopo una vittoria in trasferta. Si è creata empatia immediatamente, non entro mai nello spogliatoio se non per ridere e scherzare. Vivere la quotidianità mi è mancato tanto da quando ho smesso, anche nei momenti in cui le cose non andavano benissimo.
Venivamo da una sconfitta e da un pareggio, ma non abbiamo mai perso rispetto e serenità. Non hanno mai superato i limiti e questo mi rende ancora più contento. Meriti? Qualora ci fossero datemeli voi. Amo questo lavoro, è una vocazione per me. Parlare di me sarebbe banale, non mi piace attribuirmi etichette. Ho solo detto ai giocatori che i problemi sono altri e che avevamo l’obbligo di essere felici: sono ricchi, guadagnano bene, fanno sport. Arrivai proprio a ridosso del derby con la Salernitana, ho potuto cambiare modulo e vincemmo 5-1 contro una squadra di pari valore che ambiva allo stesso obiettivo. Ora aspetto i tifosi allo stadio stasera, è giusto che anche ci ci ha accompagnato e sostenuto si prenda i propri meriti".
Questa la chiosa di Floro Flores: "Posso dire che Vigorito è come un padre, mi chiama "uagliò" e questo fa capire quanto rispetto ci sia. Eravamo concentrati esclusivamente sulla promozione in serie B, ci sarà tempo per sedersi a tavolino. Ho sempre cercato di andare d'accordo con tutti, confrontandomi e dicendo sempre la mia. Sono per la risoluzione dei problemi e per l'arrivo al campo a testa alta. Ho trasmesso i miei valori come uomo, ho ricevuto altrettanto e la loro stima mi ha accompagnato in questo percorso incredibile. Carli è ds che non fa complimenti, a me li ha fatti e questo mi gratifica".
Flores, tecnico del Benevento, in sala stampa.






