Pittore Martinengo: "Dipinto su R. Garrone premonitore. Flachi ha sempre affascinato il mio pennello"
Diego Anelli
Claudio Martinengo, pittore genovese di "mite fede blucerchiata", ha raccontato, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Corriere Mercantile, i suoi dipinti dedicati alla Sampdoria, in primis quello dedicato al Presidente Riccardo Garrone allo stadio con in braccio un bimbo di fede doriana:
Martinengo, perchè è così importante questo suo dipinto? "E' stato premonitore".
In che senso? "Tutto nasce diversi anni fa quando ero ospite della famiglia Garrone a Grondona. Nel 2002 dipinsi Riccardo Garrone, avvolto nel suo classico loden verde, in tribuna d'onore in mezzo a tanti bambini con magliette e capelli blucerchiati. In quel periodo Riccardo non era ancora presidente, ma lo divenne da lì a poco".
Passando alle sue opere, invece, una caratteristica dei suoi personaggi è l'espressività: sorridono molto raramente. Perchè? "Io non ho mai creduto nel soggetto vincente, anzi. Sono un amante dei perdenti perchè sono gli unici in grado di imparare dalle sconfitte e dagli errori. Colui che vince è presuntuoso, borioso".
Questo vale anche per il Doria? "Sì, certo; la mia squadra non è mai atletica o dinamica. La Sampdoria è goffa, perdente, ma pulita e divertente. Gioca semplicemente a calcio, ma gioca nel senso più letterale del termine".
E' per questo motivo che dipinto un'azione di gioco contro il Lecce? "Esatto, è proprio così. Quell'anno un calciatore salentino ci spedì in serie B e in quell'occasione noi fummo perdenti all'ennesima potenza. Non potei esimermi; quel momento così sportivamente tragico fu meravigliosamente d'insegnamento per il futuro".
Dopo Garrone quale altro blucerchiato l'ha ispirata? "In assoluto Francesco Flachi. E' caduto e si è rialzato; in più il suo volto, le sue smorfie e le sue espressioni hanno sempre affascinato il mio pennello".


