Vialli: "Dormivamo col pigiama della Samp. Scudetto? Abbiamo fatto qualcosa non facilmente replicabile"
Quella magica Sampdoria costruita da Paolo Mantovani rimarrà per sempre nella mente e nel cuore dei tifosi che hanno avuto la possibilità di viverla. Impossibile dimenticare quel periodo d'oro, anche i giocatori che ne fecero parte non perdono occasione per condividere i propri ricordi e le proprie emozioni.
E' il caso di Gianluca Vialli che, ai taccuini di Calcio2000, racconta alcuni aneddoti particolari:
"Noi eravamo innamorati del nostro lavoro. C'era un senso di appartenenza straordinario. Vivevi la squadra sempre in maniera diretta. Ti faccio un esempio per capire: noi andavamo a letto con il pigiama della Sampdoria e non per questioni di sponsor. Sentivamo di far parte di una missione. C'era il piacere di stare insieme e, visto che non c'erano cellulari o PC e nessun social network, eravamo obbligati a parlarci sempre in faccia. Noi avevamo degli obiettivi condivisi, quelli a livello individuale passano in secondo piano rispetto a quelli della squadra".
Inevitabile raccontare le sensazioni provate la notte precedente alla finale di Coppa dei Campioni persa contro il Barcellona: "Ero turbato. Eravamo un gruppo con un pizzico di incoscienza ma sapevo anche che si stava per chiudere un ciclo importante, da parte mia, alla Sampdoria. Ricordo che ero preoccupato, ma non tanto per la partita, più per tutto il resto. Dopo aver perso la finale con la Samp, per tanto tempo ho sognato di rigiocare quella partita. Ogni volta mi svegliavo e, quando realizzavo che l'avevo già giocata e pure persa, ci restavo male".
Ben diverse, chiaramente, le emozioni portate dallo Scudetto dell'anno prima: "È stato un trionfo che resterà nella storia per sempre. Io e Mancini siamo finiti anche nella Hall of Fame. Sicuramente abbiamo fatto qualcosa che non è facilmente replicabile, ce ne rendiamo conto da diverso tempo".


