Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / sampdoria / News Doria
ESCLUSIVA SN - Lanna: "Quella Sampdoria è stata un connubio perfetto tra società, giocatori e allenatore"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 19 maggio 2016, 18:26News Doria
di Sandro Selis
per Sampdorianews.net

ESCLUSIVA SN - Lanna: "Quella Sampdoria è stata un connubio perfetto tra società, giocatori e allenatore"

25 anni fa esatti si celebrava la storica conquista dello scudetto della Sampdoria. Annata indimenticabile quella 1990-91, dove i blucerchiati misero in fila squadroni come il Napoli di Maradona, il Milan degli olandesi, l'Inter dei tedeschi e la Juventus del duo Baggio-Schillaci. La concorrenza era spietata, ma i ragazzi di Boskov ebbero la meglio mettendo sul piatto una stagione monstre da parte di tutti gli interpreti. Per ripercorrere quella straordinaria stagione, Sampdorianews.net ha intervistato in esclusiva Marco Lanna, uno dei baluardi difensivi di quella strepitosa squadra:

"Vincere lo scudetto è la cosa più difficile. Squadre forti ce n'erano tante, non solo la Juventus e il Napoli, ma anche l'Inter e il Milan, la concorrenza era molto forte. Noi ci inserivamo in una lotta che era stata sempre appannaggio delle grandi città come Milano, Torino e Roma, anche se le formazioni capitoline erano agli inizi della loro escalation. Eravamo degli outsiders, comunque in crescita, eravamo già un po' di anni che le tallonavamo. Non era facile comunque combattere con delle potenze del genere. L'Inter era fortissima, al di là che poi riuscimmo a vincere a Milano, con Pagliuca che fece credo la sua più bella partita della carriera. Furono come dicevo battaglie sportive difficilissime ma bellissime. Giocavamo alla pari, vincendo a volte di larga misura come per esempio quell'anno a Napoli, non avevamo paura di nessuno. Quella Sampdoria è stata un connubio perfetto tra società, giocatori e allenatore, funzionava tutto benissimo, nonostante fossimo una società molto più piccola rispetto alle "grandi" italiane.

Si era creata una miscela di personalità, di caratteri, un cocktail perfetto; ci siamo divertiti, abbiamo divertito e abbiamo vinto, di più non potevamo chiedere. Per i giocatori e per i tifosi avere vissuto quell'epoca è stata una cosa irripetibile, io stesso in altre squadre non ho mai più ritrovato un ambiente simile. Parlando anche con i miei ex compagni della Samp, nessuna squadra potrà mai essere paragonata a quella. Famiglia, gioia di giocare a calcio: questa era la Samp dell'epoca. Anche all'esterno davamo la sensazione di essere una famiglia e anche prima di partite importanti, c'era la giusta tensione ovviamente, ma comunque anche la consapevolezza che dovevamo divertirci.

Il Presidente Mantovani spese tantissimo per costruire anno dopo anno quella squadra, anche perchè non c'erano gli introiti televisivi di adesso, e i soldi li metteva tutti di tasca lui. Era partito da lontano costruendo una formazione non solo importante a livello di giocatori, ma anche di staff, con persone molto serie e veri professionisti, che dopo poco tempo capivano subito lo stile Sampdoria. Comprò i giovani migliori di quel periodo e messi insieme con altri giocatori dal grosso spessore e dalla maggiore esperienza, come Vierchowod e Pellegrini, riuscirono a maturare nel corso degli anni diventando dei campioni anch'essi. Fra i giocatori che all'inizio trascinarono i più giovani come me, ricordo Cerezo, Dossena e Vierchowod che avevano già diversi campionati alle spalle. Per ritornare allo scudetto, ovvio che per vincerlo occorre avere anche un po' di fortuna, anche se devi essere bravo a conquistartela.

 All'inizio del '91, vivemmo un periodo di 2/3 partite complicate, dove arrivarono delle sconfitte. Alla fine di questo ciclo negativo, andammo a cena fuori tutti insieme, guardandoci negli occhi e dicendoci le cose che non andavano in faccia. Da quel momento in poi ripartimmo iniziando a macinare di nuovo punti, culminando poi con la vittoria di Milano che ci spianò la strada definitivamente. Ci accorgevamo noi stessi che il gruppo stava crescendo e avevamo la consapevolezza di essere una squadra forte, raggiungemmo la maturità perfetta proprio quell'anno li. Le altre squadre non ebbero una stagione fallimentare, tutt'altro, ma quell'anno non ce n'era per nessuno". 

RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE WWW.SAMPDORIANEWS.NET