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Un altro club dopo il Rimini rischia di sparire. Come fare calcio in Serie C spendendo solo 700mila euro…TUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Il Punto
di Redazione TC
per Tuttoc.com

Un altro club dopo il Rimini rischia di sparire. Come fare calcio in Serie C spendendo solo 700mila euro…

Editoriale di Nicolò Schira


Il suo nome nelle ultime 48 ore è diventato virale e campeggia tra social e siti web ovunque. Inevitabile dopo la clamorosa sfuriata successiva al pareggio per 2-2 del suo Ospitaletto contro l’Inter Under 23 e le relative quanto velenose polemiche arbitrali. Uno sfogo che, a un paio di giorni di distanza dal caos di San Siro in Inter-Juventus, non è passato affatto inosservato e ha fatto rumore. Parecchio, anzi fin troppo. In realtà però Paolo Musso meriterebbe considerazione per altri aspetti. Ad esempio: a soli 36 anni è uno dei dirigenti più giovani del calcio italiano e quest’anno sta ben figurando nei professionisti dopo la cavalcata trionfale della scorsa stagione, quando ha pilotato la formazione bresciana in Serie C dopo ben 27 anni dall’ultima volta. Tanta roba, è proprio caso di dirlo. Adesso gli Orange puntano a un’altra impresa: quella di restare in Lega Pro, pur avendo il monte ingaggi più basso di tutta la categoria. Appena 664mila euro spesi dall’Ospitaletto targato Musso, che si sta mettendo alle spalle diverse formazioni nel Girone A e potrebbe anche riuscire a evitare le forche caudine dei Playout. Un passo alla volta. L’importante per la società del presidente Giuseppe Taini resta centrare l’obiettivo della permanenza tra i prof. Traguardo che può arrivare anche all’ultimo secondo degli spareggi salvezza. Certo, riuscirci in anticipo eviterebbe qualche patema d’animo a tutto l’ambiente. Musso intanto si gode i frutti di una campagna acquisti lungimirante ma al tempo stesso low-cost e fondata su tanti ragazzi in cerca di rilancio.

Quando si dice avere l’occhio lungo senza strafare. Peccato che finora il nome del giovane direttore sportivo fosse sconosciuto ai più e rimasto ai margini per diventare mediatico e sulla bocca di tutti solamente martedì mattina a causa di vicissitudini e polemiche arbitrali. Incredibile ma vero. Lasciatecelo dire però: un vero peccato. Visto che bisognerebbe parlare più calcio e meno di arbitraggi, al netto del fatto che spesso certi episodi finiscono per condizionare gare e forse stagioni intere. Restando sul rettangolo verde, infatti, l’Ospitaletto può finora guardare con ottimismo al futuro e cullare il desiderio legittimo di una salvezza diventata possibile spendendo meno di 700mila euro. In una Serie C dove ci sono addirittura società che hanno speso 20 volte tanto per provare a vincere il campionato e al momento non sono neppure prime in classifica: il lavoro di Musso e della società orange meriterebbe maggior considerazione e una vetrina mediatica raggiunta invece solamente dopo la levata di scudi per le questioni arbitrali. Il che la dice lunga anche su tante criticità riguardanti il sistema calcistico nostrano, dove per restare a queste latitudini nel mese di marzo potrebbe dopo il Rimini saltare per aria (stavolta nel Girone C) un’altra squadra. Poveri noi. Qualche indizio: bisogna andare nel profondo Sud e le ambizioni di inizio anno erano di gloria con comparsate televisive nazionali ad alimentare i peana. Tanto che aver investito e speso solamente di monte ingaggi e premi vari circa 7 milioni di euro. Dieci volte tanto del modello virtuoso Ospitaletto, per intenderci. Perché saper fare calcio dovrebbe essere la regola e contare più di tutto il resto, ma purtroppo spesso molti se ne dimenticano e preferiscono ascoltare chi la spara più grossa.