Fratelli d'Italia, la storia degli Esposito e dell'uomo che li portò all’Inter: "Seba era la punta di diamante"
autore
Giacomo Iacobellis
Giacomo Iacobellis
Oggi alle 09:15Serie A
autore Giacomo Iacobellis
02.10.2026 09:15Serie A
La Florio, agente che nel 2014 portò Salvatore, Sebastiano e Pio dal Brescia all’Inter, racconta a TMW il percorso dei tre fratelli fino al record azzurro.
www.imagephotoagency.it
Tre fratelli, una sola maglia. Quella azzurra. Salvatore, Sebastiano e Francesco Pio Esposito hanno scritto una pagina senza precedenti nella storia della Nazionale italiana: mai prima di loro tre fratelli della stessa famiglia erano riusciti infatti a collezionare almeno una presenza con l'Italia maggiore. Prima degli Esposito c'erano stati i Baresi e gli Inzaghi, ma sempre fermandosi a due fratelli. Loro, invece, sono arrivati a tre.
E pensare che il primo era stato Salvatore, nel 2022, in Nations League, proprio sotto la gestione del ct Roberto Mancini. Poi è toccato a Sebastiano e Francesco Pio, completando quel quadro che oggi rende gli Esposito una famiglia unica nel calcio italiano. Pio e Sebastiano hanno condiviso il campo dal primo minuto con la maglia azzurra nella vittoria contro la Turchia di lunedì scorso e questa sera, contro la Francia, potrebbero ritrovarsi nuovamente insieme. Salvatore, invece, aspetta il suo (nuovo) momento.
Quella degli Esposito è una storia che parte da molto lontano e che Roberto La Florio, agente che mastica calcio praticamente da tutta la vita, conosce meglio di chiunque altro. È stato lui, nel 2014, a seguire e rendere possibile il passaggio dei tre fratelli dal Brescia all'Inter. Un trasferimento che, visto con gli occhi di oggi, assume un significato ancora più importante: Pio aveva appena nove anni, mentre oggi è un centravanti dell'Inter e della Nazionale; Sebastiano è protagonista nel nuovo promettente Sassuolo di Aquilani; Salvatore continua a inseguire il ritorno in Serie A, stavolta tra le fila della Sampdoria. Tre percorsi diversi, ma un'unica storia. E La Florio, come aveva già raccontato a TMW, c'era fin dall'inizio.
"Seba era la punta di diamante della famiglia"
Nell'anno 2014, quando Roberto La Florio entra in contatto con gli Esposito, è Sebastiano quello che attira per primo l'attenzione. Il fratello maggiore è la punta di diamante della famiglia, il talento che sembra avere già una strada tracciata davanti. Ma La Florio capisce presto che non c'è soltanto lui. Ci sono tre fratelli inseparabili, tre ragazzi che vivono il calcio in modo corale: "Erano un blocco unico. Seba era la punta di diamante della famiglia e io ero affezionato a tutti e tre, ma il piccolino - Pio - quello sì che mi era rimasto nel cuore", esordisce ai nostri microfoni sui tre calciatori rispettivamente classe 2000 (Salvatore), 2002 (Sebastiano) e 2005 (Pio). Cosa succede? Gli Esposito vogliono lasciare Brescia e cambiare ambiente. La Florio decide allora di muoversi e porta la situazione all'attenzione dell'Inter. Non soltanto per uno dei tre, ma per tutti: "Li ho portati all’Inter perché non potevano più stare a Brescia. Salvatore doveva firmare il cartellino. Parlai con i nerazzurri, e alla fine si spostarono tutti e tre insieme". È un passaggio fondamentale nella storia della famiglia Esposito, perché nel 2014 non arrivano a Milano soltanto il talento di Sebastiano o l'esperienza di Salvatore: si presentano tre fratelli che, negli anni successivi, prenderanno strade differenti e che oggi si ritrovano tutti con almeno una presenza nella Nazionale maggiore."Pio aveva qualcosa in più"
Il più piccolo è Francesco Pio. Ha appena nove anni, ma La Florio ricorda di aver intravisto già all'epoca qualcosa che lo rendeva diverso dagli altri bambini della sua età. Non soltanto per quello che faceva con il pallone ai piedi, ma soprattutto per il modo in cui affrontava il calcio: "Vedevo che aveva qualcosa in più dei suoi coetanei, in primis la personalità. Era un 2005, giocava bene, aveva già una sua presenza", afferma con un mix di ammirazione, orgoglio e nostalgia. Pio cresce nel settore giovanile dell'Inter, sboccia in Primavera e comincia progressivamente ad avvicinarsi al calcio dei grandi. Ed è proprio durante quel percorso che La Florio si ritrova un giorno davanti quel bambino diventato ormai un giovane calciatore: "Quando ci siamo rivisti che Pio era in Primavera, ci siamo salutati come ci si saluta quando conosci un ragazzo da quando è bambino. Pio è un ragazzo d’oro. Ha potenziale esagerato, fisico e tecnico. Ma soprattutto… ha la testa sulle spalle. Ragazzo perbene, serio. Per me può farcela ad arrivare a essere un campione dichiarato, ha le stimmate del top player e oggi è esattamente dove vuole essere", la sua investitura senza troppi fronzoli.Sebastiano, Salvatore e quel filo che non si è mai spezzato
Ma Pio è soltanto l'ultimo capitolo di una storia cominciata in tre. Perché mentre il più piccolo si è preso la scena a suon di reti con l'Inter e la Nazionale, anche Sebastiano e Salvatore hanno tenuta alta la testa. Sebastiano ha attraversato svariate esperienze (e un'estate di mercato turbolenta...), prima di trovare la sua nuova isola felice al Sassuolo. Salvatore, invece, è stato il primo dei tre a indossare la maglia della Nazionale maggiore e oggi continua a inseguire il ritorno in Serie A, attualmente con la maglia della Samp dopo aver indossato quella dello Spezia. Tre cammini, ma un filo rimasto intatto. Quanto a La Florio, lui non ha mai perso di vista nessuno dei tre e, a distanza di oltre dieci anni, può guardarli con la consapevolezza di averli aiutati a emergere quando erano ancora dei ragazzini: "Mi chiamavano tutti. Oggi vedo Pio e sono contento. Ma mi fa piacere anche per Seba e per Salvatore. A proposito, secondo me anche Salvatore merita di arrivare in Serie A. Ne sono convinto", conclude. Ed è proprio quest'ultimo a rappresentare forse il prossimo capitolo della storia. È stato il primo degli Esposito a vestire l'azzurro, quello che ha aperto la strada ai fratelli, e adesso aspetta una nuova occasione per tornare protagonista ai massimi livelli.Altre notizie
Oggi
Ieri
mercoledì 30 settembre


