Atalanta e i primi segnali con il 4-3-3. Per Sarri tanto lavoro (e margini di miglioramento)
Una settimana importante è già passata tra le presentazioni di Giuntoli e Sarri, ma soprattutto dopo l’amichevole di sabato pomeriggio tra la prima squadra dell’Atalanta e l’Under 23. Un match terminato 2-1 per gli uomini di Sarri che ha messo in luce tantissimi elementi, soprattutto per quello che rappresenta il più grande cambiamento nerazzurro: il passaggio al 4-3-3.
Tempo per lavorare (e abituarsi)
I segnali sono abbastanza chiari: c'è un’Atalanta volenterosa nel migliorare, ma che deve ancora abituarsi a tutti i dettagli necessari per il nuovo modulo. L'attenzione si è spostata fin da subito su difensori e terzini, che ora hanno compiti ben diversi rispetto agli ultimi 10 anni: serve mantenere la zona restando concentrati in entrambe le fasi senza sbagliare. Spostandosi a centrocampo, le mezzali hanno mostrato spunti interessanti, al netto della pulizia e della dinamicità nel gioco e in fase di costruzione: considerando anche l’intesa “a triangolo” tra terzino, mezzala e ala. L’attacco è ancora in piena modalità test: il centravanti deve partecipare al gioco, mentre le due ali hanno il compito di saltare l’uomo, creare spazi e inserirsi.
Capitolo singoli: chi ha sorpreso?
A stupire sono stati sicuramente i giovani: da Ahanor sulla sinistra al duo di scuola Atalanta Levak-Vavassori. Tra i cosiddetti “titolari”, da sottolineare la sostanza di Raspadori, i buoni inserimenti di Samardzic e uno Scamacca decisamente più volenteroso nel venire a prendere il pallone a centrocampo. Qualche difficoltà per Zalewski, che ha comunque mostrato miglioramenti in quella posizione. Nota anche per Gaetano che dovrà ambientarsi sempre di più nel ruolo di regista, così come Zappacosta chiamato a ritornare alle origini come terzino. In attesa dei nazionali e di possibili nuovi acquisti, l’Atalanta si sta formando a piccoli passi: adesso non resta che lavorare.






