Berardi il sottovalutato, ora esaltato anche in Spagna. È troppo tardi per una big?
Dici Domenico Berardi e ti viene subito in mente il Sassuolo. Lui, Mimmo, classe '94, ha scelto di legarsi al Sassuolo, rifiutando in passato il trasferimento in alcuni grandi club. Questione di tempistiche. Di progetti. Voleva lasciare il Sassuolo solo per fare il protagonista, non per scaldare la panchina. Voleva andare via dicendo sì a un progetto che lo mettesse al centro del villaggio e non è mai stato più tentato di andar via proprio quest'estate. Aveva detto sì alla Fiorentina. Vincenzo Italiano lo aveva messo in cima alla lista di gradimento ma, come sappiamo, i viola e i neroverdi non hanno trovato gli accordi economici e così Berardi ha iniziato la sua ennesima stagione in neroverde.
Sono 12 i gol realizzati in 25 gare giocate. A questi vanno aggiunti gli assist: è stato il primo in Europa ad andare in doppia doppia cifra, poi è stato eguagliato da Salah, Mbappe e Benzema. Sì, insieme a questi mostri sacri in Europa c'è proprio Domenico Berardi del Sassuolo. E nelle scorse ore ne hanno parlato anche in Spagna con il quotidiano As che ha elogiato a dismisura il campione dei neroverdi, già campione d'Europa con la Nazionale ma numero uno di una squadra che sogna sempre in grande, fa le cose per bene, ma è pur sempre considerata una medio-piccola. "È il miglior esterno italiano? Sottoscrivo" ha detto Alessio Dionisi, uno che lo vede tutti i giorni, non solo 90 minuti la domenica.
Ma ora Mimmo si trova di fronte a un bivio: andare via o diventare una bandiera? Lui, come detto, aveva già scelto di andare via quest'estate. Carnevali è stato chiaro: "Fossi il dirigente di una grande squadra il primo acquisto che farei sarebbe proprio Berardi". Un messaggio alle big. Che ora ragionano sul da farsi. Berardi sarebbe l'ideale per il 4-2-3-1 di Pioli, ad esempio, ma si sposerebbe alla perfezione anche con il calcio di Spalletti. Però Mimmo rischia di ritrovarsi prigioniero nella sua gabbia dorata. Ha 28 anni, non è più di primo pelo, e le big riflettono: si tratta di un investimento importante, ne vale la pena in termini di età e di investimento? I numeri (quasi 100 gol in A da esterno d'attacco, oltre 70 assist, partecipazione al gioco d'attacco ma anche alla fase difensiva, una maturità da leader) dicono di sì.






