Bologna, Tedesco: "Baggio il mio idolo, mi feci anche il codino. Voglio un calcio verticale"
Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport si è raccontato il tecnico del Bologna Domenico Tedesco. Queste le sue parole: "Idolo da bambino? Roberto Baggio. Era la mia passione. All’epoca, in Germania, non vedevamo in tv molte partite delle squadre italiane. Solo quelle più importanti dei club più forti. Così, mi innamorai di Baggio guardandolo in Champions nel suo periodo alla Juve. Alle Elementari mi feci il codino ai capelli per assomigliargli. Ne andavo fiero".
E quando ha iniziato ad allenare, quale collega ha preso a modello?
"Ho cominciato nelle Giovanili dello Stoccarda: la nostra filosofia calcistica si concentrava sul possesso palla. Erano i tempi del Barcellona di Guardiola, che nel possesso era maestro. Quindi, sì, Guardiola è stato per me fonte di ispirazione".
Qual è la regola alla quale non viene mai meno?
"Quella per cui la squadra viene al primo posto e il Bologna viene prima di tutti".
E quali sono le regole imposte ai suoi giocatori sulle quali non transige?
"Disponibilità e puntualità".
Che idea si è fatta del calcio italiano?
"Ci sono dentro da troppo poco tempo per poter rispondere compiutamente. Non sono nessuno per giudicare il calcio italiano. Posso solo dire che conserva il suo fascino e tutti noi che lavoriamo al suo interno dobbiamo sforzarci affinché questo fascino attragga il resto del mondo. Abbiamo giocatori di qualità e club organizzati. Abbiamo tifosi fantastici. Si respira passione in tutte le piazze. E noi abbiamo il dovere di alimentare questa passione".
Quale calcio vorrebbe vedere espresso dal suo Bologna?
"Sono cresciuto con l’idea di avere il pallone tra i piedi. Se non lo abbiamo, vogliamo recuperarlo al più presto. Ma il possesso non deve essere sterile: il mio è un calcio molto verticale. Mi piace l’attacco alla profondità, mi piace quando ci sono i tempi giusti nelle giocate, quando i giocatori sono coraggiosi. È un processo che ha bisogno di tanto lavoro, di tanta fiducia, di autostima da parte dei ragazzi, di ripetizioni continue e ovviamente anche dei risultati".






