Chi di polpastrello ferisce... Spalletti: "Ma è tutta un'altra storia rispetto a quell'episodio"
Da un polpastrello a un tocco di mano altrettanto dubbio. Il Napoli ha pareggiato 1-1 al Camp Nou contro il Barcellona, anche per il rigore assegnato ai catalani nel secondo tempo. Un episodio che non ha mancato di sollevare polemiche perché il tocco di Juan Jesus, pur palese, è stato minimo e non ha influito sulla direzione del pallone. "Con tutta l'onestà intellettuale dico che meritavano il pareggio, ma il rigore è inesistente - ha detto Luciano Spalletti nel post-partita - non cambia direzione, è un'altra storia rispetto ai polpastrelli. Qui la tocca col mignolo e il pallone non cambia direzione. Mi sembra anche abbastanza giù, abbastanza naturale. O si mette le mani indietro, che ti limita a livello di movimento, ma il braccio non è neanche apertissimo. E poi tocca il mignolo: la palla non cambia direzione per niente, va dove doveva andare. Io posso essere disponibile quanto volete e loro hanno meritato il pari. Però non qui, perché questo non è calcio di rigore".
Ma quali polpastrelli? Il riferimento, ironico da parte dello studio di Sky, è a un altro rigore divenuto famoso per le polemiche che ne seguirono. Nello specifico, bisogna tornare a settembre 2018: Mazzoleni, dopo un consulto col VAR - come accaduto questa sera - assegna all'Inter un rigore molto dubbio per un tocco di Vitor Hugo. Da lì, le polemiche della Fiorentina e di Stefano Pioli, allenatore viola all'epoca, con il riferimento al rigore di polpastrelli e con una critica molto simile a quella del toscano oggi, relativa al fatto che la palla comunque non avesse cambiato direzione. Chi era il tecnico dei nerazzurri? Ovviamente, Luciano Spalletti.






