Cuesta: "Il mio Parma è squadra, non è scontato. Vorrei fare più gol e prenderne meno"
Lunga intervista per Carlos Cuesta, che si è raccontato sotto vari aspetti ai microfoni della giornalista Alessia Tarquinio, all'interno del format 'TarquiTalks' pubblicato su YouTube.
Tra le varie considerazioni sottoposte all'attenzione di Cuesta, anche un giudizio sulla sua prima stagione da allenatore vero e proprio, che lo ha visto condurre il Parma a una tranquilla salvezza in anticipo: "L'obiettivo principale della società, quello che mi è stato chiesto dal primo minuto, era la salvezza e la valorizzazione dei giocatori. Aiutarli al massimo possibile per migliorare. Uno stile può favorire di più certi giocatori che altri, inizi con una filosofia e uno stile, ma il modo di giocare è in continua evoluzione. Il nostro stile di gioco cambierà e si evolverà. Il modo di vivere invece non è negoziabile, ci sono piccole cose che cambiano, ma altre no".
Cuesta prosegue ancora, spiegando come pensa al Parma del futuro e cosa vorrebbe lasciare dietro di sé: "Che siamo una squadra, e non è scontato. Perché essere undici che hanno spirito di sacrificio, unione di intenti, che difendono in undici e attaccano in undici, che favoriscono il noi davanti all'io, non è scontato. Poi posso dire che vorrei fare molti più gol e prenderne molti meno, assolutamente, ma la base è quella: sapere che undici contro undici, se siamo tutti uniti come uno unico, non ci mette limiti".











