Da Salerno a Salerno, la parabola di Raffaele Palladino
Non sarà una partita come tutte le altre per Raffaele Palladino. L’allenatore del Monza infatti da calciatore si è affermato proprio con la Salernitana, prossima avversaria della sua squadra che ha come obiettivo quello di tornare a far punti dopo l’ultima sconfitta in casa contro il Milan. Ad iniziare proprio dalla sfida dell’Arechi, che nella stagione 2004-2005 ha visto all’opera quel giovane arrivato in prestito della Juventus e che al suo primo anno di B è riuscito a segnare 15 gol in 39 partite. Di fatto, a livello realizzativo, la migliore annata vissuta da Palladino che successivamente si è tolto tante soddisfazioni. Ha vinto campionati, giocato ad alti livelli e raggiunto diversi traguardi. Da Salerno a Salerno, questa volta sotto altre vesti. Da allenatore, ruolo che gli calza a pennello. E professione in cui sta facendo molto bene.
Con umiltà ma allo stesso tempo con personalità, con le sue idee sviluppate prendendo spunto da quel fantastico laboratorio calcistico avviato da Gasperini. Considerato il passato sembra di rivedere un film già andato in onda all’Arechi. Il protagonista è sempre lo stesso, cambia il ruolo: da attaccante di belle speranze, ad uno dei giovani allenatori italiani più in voga del momento. E che pare destinato ad un futuro brillante. Sono in tanti infatti ad essersi accorti del talento di Palladino. Il primo in assoluto, Silvio Berlusconi, ha ammesso che 6 club hanno mostrato interesse nei confronti dell’allenatore che lo stesso presidente del Monza, insieme al benestare dell’amministratore delegato Adriano Galliani, ha deciso di promuovere della Primavera alla prima squadra dopo l’esonero di Giovanni Stroppa. Tuttavia il suo futuro è ancora legato al Monza. Con cui vuole raggiungere quanto prima la certezza di giocare in Serie A anche nella prossima stagione.






