Fiorentina, sabato dal fu oggetto del desiderio: Italiano trova Berardi, ma da avversario
L'estate scorsa sembrava quella buona per il suo addio, la Fiorentina per prima ci aveva fatto la bocca e tentato qualche timido affondo, andato però a vuoto: Domenico Berardi alla fine è rimasto al Sassuolo, con sentiti ringraziamenti del suo allenatore Dionisi che può contare su un alfiere offensivo con pochi eguali in Serie A (è l'unico nei top-campionati europei in doppia-doppia gol e assist). Sabato sera i viola si giocheranno un altro importante capitolo della lotta per una posizione che potrebbe significare ritorno in Europa sette anni dopo, proprio in casa dei neroverdi.
Vincenzo Italiano ci ha sperato fino all'ultimo, fino al gong del mercato estivo. Una volta sfumata la possibilità di averlo, però, è stato più che capace di mettere insieme con efficacia ciò di cui disponeva. A gennaio, poi, la società si è mossa su un'altra direzione, dopo essersi vista rifiutare verso inizio dicembre l'ennesima offerta dal Sassuolo, con anche un certo disappunto espresso più volte dall'ad Carnevali. Niente Berardi, perciò, e una decisa virata in anticipo su Ikoné, ancora però nella fase di inserimento, quella che con l'esterno nazionale azzurro sarebbe sicuramente stata evitata, almeno sul fronte linguistico.
Il presente però racconta di una Fiorentina che ha saputo, eccome, fare senza e trovare nel collettivo e nella capacità di vari interpreti di andare a segno la sua vera forza. Berardi non c'è, ma sulla fascia destra c'è un Gonzalez che, nonostante il gol manchi da mesi, sta sfornando prestazioni significative in serie e non sta facendo sentire alcuna mancanza. Ciò che spera l'universo viola è che anche dopo sabato sera non vi sia alcun tipo di rimpianto, neanche un "what if...".






