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Huijsen sacrificato sull'altare delle plusvalenze Juve. Ma senza forzature nessuno va via

Huijsen sacrificato sull'altare delle plusvalenze Juve. Ma senza forzature nessuno va via TUTTOmercatoWEB
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Andrea Losapio
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Andrea Losapio
martedì 30 settembre 2025, 08:00Serie A

"È stato un vero shock. Non ci potevamo credere, ci siamo rimasti di sasso. Male, troppo male. Un giorno nero. Bruttissimo. Un fulmine a ciel sereno". Le parole del padre di Dean Huijsen, l'ex attaccante Donny, hanno spiegato come è andata la situazione per suo figlio, ceduto al Bournemouth in quattro e quattr'otto sull'altare delle plusvalenze. "Ma perché? Ci chiedevamo senza poter comprendere i motivi della separazione forzata. Dean stava a meraviglia a Torino, parla benissimo italiano, era apprezzato e ben voluto da tutti. Dallo staff ai compagni di squadra, da tutto il mondo Juve fino al magazziniere. Giuntoli è stato categorico e Motta brutale quando gli hanno detto che non avrebbe più fatto parte del progetto e che doveva andarsene, che non aveva più il permesso di allenarsi con la prima squadra".

Ammesso e non concesso che non sia stato l'unico epurato - forse però l'unico a fare benissimo sin dall'inizio - dall'altro lato la scelta della Juventus è stata netta. Un nuovo corso per cercare di creare una formazione istantanea, capace di risollevare le sorti dopo una stagione con tanti problemi. Non è andata benissimo, anche perché alcune scelte si sono ritorte contro per entrambi.

Senza forzare però nessuno se ne va dalla Juventus. E lo si è visto, però, durante quest'estate. Con un Vlahovic che andrà in scadenza a parametro zero, con altri che potevano essere considerati come un esubero ma mantenuti in formazione praticamente per forza. Huijsen, certo, è stato un grande rimpianto, come potrà essere Soulé. Ma è finito sull'altare delle plusvalenze: nei giorni in cui la Juve emette un bond di dodici anni è anche normale effettuare delle scelte. Seppur impopolari.

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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