Il ritorno di Vlahovic al Franchi e quei cori da condannare con fermezza
Dusan Vlahovic ha vissuto una notte "infernale" al Franchi di Firenze. Accolto con una coreografia dantesca e un chiaro riferimento, tramite uno striscione, al tradimento e al ruolo dei traditori nella Divina Commedia è stato anche accompagnato da 10mila fischietti che suonavano all'unisono ogni qual volta si impossessava della palla, colpendolo col rumore e condizionando il suo rendimento in campo. Tutto lecito e all'interno della goliardia da stadio, spinta un po' più in là quando il coro recitava "gobbo di merda", ma comunque all'interno di un recinto becero e offensivo ma (purtroppo) comune in tutti gli stadi del mondo e certamente non discriminatorio.
La nota dolente nel comportamento di una parte dei tifosi della Fiorentina presenti allo stadio Franchi arriva in due momenti specifici nel corso dei quali si è sentito distintamente partire dalla curva Fiesole il coro più brutto di tutti, quello che rimanda alle origini balcaniche di Vlahovic e dunque assolutamente di stampo razzista.
Quel "sei uno zingaro" che era stato intonato da parte dei tifosi dell'Atalanta a Bergamo in campionato e fortemente condannato dalla società viola in difesa dell'allora numero 9. Poche parole, ben scandite, che hanno interrotto i cori di incitamento, i fischi e tutto il resto per pochi secondi. Cori che non c'entrano niente né col calcio né con la rivalità. La prima volta è accaduto prima del fischio d'inizio, durante il riscaldamento. Qualche secondo, come detto, anche poco rumoroso a dire il vero, ma assolutamente comprensibile perché cantato comunque da diverse decine di tifosi. E poi al termine della sfida, nel pieno della frustrazione post sconfitta immeritata, che però non può essere utilizzata come un alibi per giustificare la schifezza di quel coro senza senso.
È giusto sottolineare come quel coro non sia stato intonato da tutto lo stadio e soprattutto è ancor più giusto rimarcare che qualche centinaio di persone non possano essere rappresentanti di un'intera comunità. Nessuno alzi il dito contro Firenze, per intendersi, ma contro chi non ha ancora capito fino a dove si possa spingere la sana rivalità sportiva, assolutamente sì. In un momento tragico per il mondo come quello che stiamo attraversando, andare oltre, anche se per pochi secondi, è terribile oltre che decisamente stupido.






