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Inter e Inzaghi, stagione positiva a prescindere. Ma ha ragione Acerbi: dipende tutto da oggi

Inter e Inzaghi, stagione positiva a prescindere. Ma ha ragione Acerbi: dipende tutto da oggi TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
martedì 16 maggio 2023, 07:45Serie A

Nei giorni scorsi, Beppe Marotta ha definita quella dell'Inter una stagione da 7, almeno finora. Il giudizio sarebbe salito di almeno un paio di voti, ha spiegato lo stesso amministratore delegato, con un campionato migliore. E questo anticipa tanto di quale sarà il bilancio a bocce ferme: il percorso in Champions League non basterà, almeno non del tutto, a dimenticare quanto (non) fatto in Serie A. Aggiungiamo, nei due anni: uno scudetto buttato alle ortiche e l'altro vissuto da spettatori. È anche giusto così: arrivare a un passo dalla finale della massima competizione europea non è certo un caso. Ma non si può neanche considerare, per quella che oggi è l'Inter e quello che oggi è il calcio italiano, un obiettivo raggiungibile ogni anno. Il campionato, con una rosa rinforzata rispetto all'anno scorso, sì e questo deve avere il suo peso.

La stagione di Inzaghi e dell'Inter è positiva. Il 7, però, rimane un voto più che comprensibile. Forse anche risicato, perché alzi la mano chi in estate si immaginava i nerazzurri così vicini a Istanbul. Se non è considerabile come obiettivo standard, la Champions vale però tantissimo. E varrà comunque, a prescindere dal risultato di questa sera: i conti si fanno alla fine, certo, ma secondo posto è più o meno in tasca, la Coppa Italia per quel che vale si può vincere, la semifinale europea è un salto in avanti che nessuno si poteva immaginare. Da tutti i punti di vista: di brand, economico, anche tecnico. Perché di Inzaghi sono state scritte le cose migliori e peggiori, ma la sensazione è che in questo percorso possa essere definitivamente sbocciato: per dirne una, ha persino riscoperto il turnover. Sembrerà un aspetto secondario, ma non lo è. E la stagione dell'Inter rimarrà positiva a prescindere dal risultato di stasera, perché tutti i passi avanti fatti - compreso qualche rimpianto, dato che se questa era l'Inter poteva farlo vedere prima - non possono essere messi in gioco in 90 minuti.

E invece ha ragione Acerbi. Che ha scherzato e provocato: "Se domani usciremo direte che sarà una stagione di merda". Non lo sarà, ma lo diremo. E, cosa più importante, non lo dirà soltanto chi deve commentare, ma lo valuterà anche chi deve decidere. È il bello o il brutto del calcio: contano i risultati. È un tribunale severo, che non dà tempo e non lesina valutazioni manichee. Bianco o nero, non c'è il grigio. Così, per dirne un'altra, Inzaghi meriterebbe la conferma per quello che ha mostrato di saper fare, per lo status a cui ha portato all'Inter. Per i soldi in cassa che ha fatto arrivare con i risultati Champions e la visibilità internazionale, che aiuterà pure sul mercato in estate. Ma non bisogna prendersi in giro: di fronte c'è il Milan, passa tutto dai prossimi novanta minuti. Buon per l'Inter che parta da un doppio vantaggio, anche se c'è poco di cui fidarsi.

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