Italiano torna a La Spezia da avversario, atto due. La prima volta furono insulti e tre punti
Tempo di ritorno a La Spezia per Vincenzo Italiano. Non è la prima volta da allenatore della Fiorentina e avversario, quella è già arrivata lo scorso 14 febbraio. Una data particolare, che curiosamente coincide con la festa degli innamorati, San Valentino. Quella serata al Picco racconta però casomai della brusca reazione di un popolo, quello spezzino, che si è sentito tradito da un allenatore sul quale aveva investito una cospicua fetta d'amore incondizionato e della ferita rimasta aperta di un addio, con destinazione Firenze, a strettissimo giro di posta da un contratto rinnovato con le Aquile e di una ferita aggravata da un addio non all'insegna dell'uscita agevole e concordata in nome dell'entusiasmo da ambo le parti.
Giorni da incubo per il tecnico, e purtroppo non solo lui: i messaggi minatori e d'offesa, reiterati per tutto il tempo della partita dalla curva di casa, erano arrivati persino ai suoi familiari, tramite i social network. Che domenica lo aspetta, questa volta? Il primo impatto con l'ostilità dell'ambiente, il più difficile, dovrebbe essere stato superato, con il tecnico stesso che qualche tempo dopo in conferenza recitò anche una sorta di mea culpa, almeno per quanto riguarda la chiarezza comunicativa. La partita peraltro aveva portato in dote tre punti (con il brivido e la redenzione di Amrabat al novantesimo): vista la situazione di classifica dei viola, la speranza è di una replica, magari con qualche insulto in meno.






