La Fiorentina c'è, risponde e si regala un appuntamento anticipato di 2 mesi con Vlahovic
La risposta in replica che Vincenzo Italiano auspicava è arrivata: dopo i tre ceffoni del Franchi targati Sarri, la Fiorentina espugna Bergamo per la seconda volta su due in stagione, ancora con due calci di rigore ma stavolta persino con più carattere di quello mostrato già in campionato, e strappa il pass per la semifinale di Coppa Italia.
Piatek magari non sarà stato freddo quanto Vlahovic a settembre, ciò che conta però è la ribattuta vincente, quella che ha regalato a lui un incredibile score personale di 12 gol in 9 apparizioni nel torneo e alla sua squadra la speranza di un'impresa divenuta realtà negli istanti conclusivi di partita grazie al Milenkovic insolitamente in versione cecchino dalla distanza.
Il 2-3 del difensore serbo rende realtà il ritorno dei gigliati alle semifinali a distanza di tre stagioni dall'ultima volta (nel 2018/19, quando Pioli e i suoi furono eliminati proprio dall'Atalanta) e anticipa sul calendario l'appuntamento per l'incontro, il primo sul campo, con l'ormai ex compagno di squadra suo connazionale, di fatto l'uomo più odiato (sportivamente, s'intenda) della Firenze viola. Un momento anticipato di due mesi rispetto a quanto avrebbe previsto il campionato, con l'ultima giornata del Franchi a maggio. Ci si è messa di mezzo la Coppa Italia, ha dato una spallata al destino: aveva fretta di scrivere un capitolo imperdibile per gli amanti dei due colori e non soltanto.






