La 'Mou'tazione è quasi completa: ora la Roma è solida e pragmatica
“Gli attacchi vincono le partite, le difese i campionati”. Una massima che nella nostra Serie A vale sempre. Basti vedere il Milan dello scorso anno o l’egemonia della Juventus fondata sulla BBC. E’ l’eterna sfida tra ‘difensivisti’ e ‘giochisti’ ma per Josè Mourinho l’errore sta alla base. “Quasi sempre si parla di una squadra che se non prende gol gioca bene in difesa, invece è semplicemente una squadra che gioca bene e basta”. E poco centra secondo lo Special One il concetto di ‘risultatista’ che per il portoghese è sinonimo di vittorie e allora anche nella sua Roma adesso sta cercando di trapiantare un determinato atteggiamento, volto al sacrificio, all’equilibrio e al pensare a non prenderle prima di darle. I risultati sono già sotto gli occhi di tutti perché nelle prime quattro giornate il gol subito dalla Roma in campionato è uno e per di più non su azione, ma da cacio piazzato.
Nelle restanti tre partite sono arrivati altrettanti clean sheet con due 1-0 e un 3-0. Premessa doverosa: i numeri di quest’avvio di stagione sono viziati indubbiamente dalle avversarie fin qui incontrate dalla Roma, ma anche nel crash test con la Juventus la difesa giallorossa ha retto bene perché escluso il gol di Vlahovic, Rui Patrício non ha dovuto impegnarsi più di tanto. E proprio il portoghese con il clean sheet contro il Monza ha toccato quota 25 gare con la porta inviolata dal suo arrivo nella Capitale. Praticamente nel 43% delle gare disputate in giallorosso (58 partite e 5220 minuti) non ha mai preso gol, facendo anche meglio di un colosso come Alisson, che nella sua esperienza capitolina aveva tenuto la porta inviolata 17 volte in 37 match. Rui Patrício, anche a Udinese, vorrà confermare questo trend perché la Roma sta diventando sempre più come il suo allenatore: cinica e pragmatica.






