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Lunedì le elezioni FIGC, cosa vogliono gli italiani? Al primo posto la sicurezza negli stadi

Lunedì le elezioni FIGC, cosa vogliono gli italiani? Al primo posto la sicurezza negli stadi TUTTOmercatoWEB
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
sabato 20 giugno 2026, 19:08Serie A

Sicurezza, giovani e governance. Sono queste, secondo l’indagine demoscopica realizzata da StageUp e Ipsos-Doxa, le tre grandi richieste che l’Italia del calcio consegna alla FIGC alla vigilia dell’elezione del nuovo presidente federale. Il dato più alto riguarda la sicurezza negli impianti e la necessità di recidere i rapporti con gli ultras violenti: il 72,8% degli intervistati la considera una priorità. Quando però viene chiesto di indicare i temi più urgenti, al primo posto salgono gli investimenti nei settori giovanili: il 70,7% li ritiene importanti e il 38,9% li colloca tra le prime tre urgenze, davanti alla stessa sicurezza, ferma al 37,5%. Il terzo pilastro è la governance: per il 64,2% del campione è un tema fondamentale e il 28,8% lo inserisce tra le priorità immediate.

La richiesta non è semplicemente quella di vincere di più o di comprare campioni già affermati, ma di costruire un sistema più solido. Lo studio parla di tre pilastri "interconnessi": sicurezza, giovani e governance non possono essere affrontati separatamente, perché gli investimenti sui vivai richiedono strutture, programmazione e un governo federale capace di indicare una direzione. Accanto ai primi tre temi si collocano altre richieste significative: una maggiore presenza del calcio in chiaro, indicata dal 68,9% degli intervistati; la modernizzazione degli stadi italiani, al 68%; e la riforma dell’arbitraggio, con arbitri professionisti e un nuovo utilizzo del VAR, sostenuta dal 64,4%.

Interessante è anche ciò che gli italiani non mettono in cima all’agenda. I benefici fiscali per favorire l’arrivo di campioni stranieri convincono soltanto il 37,1% del campione e finiscono all’ultimo posto per urgenza. Il coinvolgimento diretto dei tifosi nella proprietà e nelle decisioni dei club raccoglie il 46,6%, mentre la riduzione del numero di squadre in Serie A, B e C arriva al 46,8%. Anche le regole più stringenti per l’ingresso di società finanziarie nella proprietà dei club ottengono una maggioranza, il 55,2%, ma restano nella parte bassa della classifica delle priorità.

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