Mourinho, il dodicesimo uomo e un'altra finale da conquistare
La Roma si appresta a vivere una delle notti più importanti degli ultimi 20 anni di storia giallorossa con una città intera pronta a spingerla verso la finale di Conference League. In città non si parla d'altro, con un sentimento diamentralmente opposto a quello di inizio stagione quando questo nuovo torneo ideato dalla Uefa, veniva visto quasi con fastidio dai tifosi. Mourinho non lo ha mai pensato, sa che vincere è quello che conta in ogni competizione, ancora di più se puoi entrare nella storia come vincitore della prima edizione. Per lo Special One gli ultimi due giorni sono stati molto intensi, lo ha raccontato anche lui in prima persona in conferenza stampa. Ha vissuto con fastidio anche la stessa incontro con i giornalisti, stavolta perché visto come motivo di distrazione nelle ore della concentrazione totale. Neanche una telefonata con il proprietario Dan Friedkin, perché "lui che mi conosce non mi disturba nei momenti prima di una partita, quando per me contano solo giocatori e staff".
Chiamata a raccolta - Mourinho ha spinto molto sullo spirito con cui i tifosi della Roma stasera dovranno presentarsi allo stadio: non spettatori ma giocatori aggiunti. Il pubblico dovrà partecipare attivamente alla tenzone, dovrà spingere la Roma oltre i propri limiti, oltre alla qualità dell'avversario. In sostanza, Mourinho dal suo popolo si aspetta concretamente il dodicesimo uomo in campo, termine spesso abusato ma che con 75mila giallorossi sugli spalti può essere lecitamente usato in questo caso.
La formazione - L'assenza di Mkhitaryan è pesante per il tecnico portoghese perché "non c'è un altro giocatore uguale a lui in rosa". Infatti al suo posto dovrebbe giocare Sergio Oliveira, anche se una piccola percentuale la lasciamo in sospeso per la possibile sorpresa chiamata Veretout. Per quanto riguarda il resto della squadra, tutto ampiamente deciso, almeno all'apparenza. Davanti a Rui Patricio, la linea a tre dovrebbe essere composta da Mancini, Smalling e Ibanez, sulle fasce agiranno Karsdorp da una parte e Zalewski dall'altra, in mediana, oltre all'ex Porto ci sarà Cristante. Zaniolo e Pellegrini invece agiranno alle spalle dell'unica punta che sarà ovviamente Abraham.






