Mourinho sull'intuizione Eto'o: "Potevamo fare i fenomeni o la storia: abbiamo fatto la storia"
L'intuizione di Eto'o come giocatore di fascia spiegata dal suo fautore, Josè Mourinho. "Non avevo visto niente. - spiega ai microfoni di Sky, ricordando la semifinale di Champions contro il Barça - Eravamo sul 3-1 per noi, che tanta gente dimentica ma io no. In quella partita il risultato contro il Barcellona era 3-1 per noi e mancavano 60 minuti per andare in finale di Champions League. Mancavano sessanta minuti, eravamo con un giocatore in meno e contro la squadra più forte al mondo. Vogliamo fare i fenomeni o lottiamo fino alla fine e andiamo in finale? Cosa facciamo? Facciamo storia o filosofia? Facciamo la storia, abbiamo fatto la storia".
Diego Milito?
"Bravo ragazzo con l'egoismo sano del numero 9 e l'altruismo delle grandi persone. Ci sono attaccanti i quali, anche se la squadra vince, non sono felici se non segnano loro. Lui non era così. Tatticamente, poi, il nostro modo di giocare era perfetto per lui. Eto'o e Pandev pure hanno lavorato. Con Snjder, Eto'o, Pandev e Milito in campo, devono tutti difendere sennò tu non vinci una partita e loro lo facevano. Era una squadra di altissimo livello. Questi ragazzi erano straordinari, un gruppo di altissimo livello. Ovviamente, quando vinci un triplete è una cosa storica, fantastica, possibile solo grazie a questo senso di gruppo. Io dico sempre che non ho mai visto una panchina così dal punto di vista umano. Un gigante, gigante nel senso della sua carriera, come Toldo, stava in panchina. Ivan Cordoba stava in panchina, il campione del mondo Materazzi stava in panchina. Dejan Stankovic tante volte stava in panchina. Questa gente, bisogna essere veramente gente di squadra per avere questa empatia collettiva".
Come erano gli allenamenti?
"Erano partite. Tutti erano importanti in quella rosa e lo sapevano. Ricordo la gara contro il Barcellona, la gente era ai limiti della sofferenza e ricordo gente come Cordoba urlare che quella era l'ultima opportunità della loro carriera e tifavano chi stava in campo per incitarli a portarli in finale. Queste sono le vere medaglie per me".






