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Napoli, la maledizione del Maradona e la riflessione da fare per Spalletti

Napoli, la maledizione del Maradona e la riflessione da fare per Spalletti TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Antonio Gaito
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Antonio Gaito
lunedì 11 aprile 2022, 08:45Serie A

Il Napoli inciampa sul più bello e lo fa ancora una volta al Maradona. La squadra di Luciano Spalletti non riesce a cambiare passo in casa, nonostante il sold-out a Fuorigrotta, e trova la quinta sconfitta interna in campionato che significa incredibilmente settimo rendimento interno (29 punti) a fronte invece del migliore rendimento d'Italia in trasferta (37 punti con una sola sconfitta) dove trova più spazi giocando di rimessa. E la partita, nonostante la buonissima prova della Fiorentina di Italiano che concretizza quasi ogni azione creata, è tremendamente simile alle altre sconfitte interne col Napoli che non la sblocca dopo un buon inizio, va sotto al primo tiro subito e poi deve rincorrere concedendo troppi spazi in ripartenza, pagando anche la frenesia negli errori individuali di Mario Rui sul secondo gol e di Rrahmani in uscita sul terzo.

Cambi e sterilità degli esterni
Considerando gli spazi che concede la Fiorentina nella prima mezz'ora, sono evidenti i limiti in questa stagione di gran parte dell'attacco, a partire dagli esterni con Politano (2 gol su azione) e soprattutto Insigne (1 gol su azione) che sbagliano ogni scelta o conclusione e lasciano troppo isolato lì davanti Osimhen, servito poco e male. Tutt'altro che positivo anche il momento di Zielinski a fronte di elementi sicuramente più consistenti in questo momento ma che restano dietro nelle gerarchie. E la soluzione, come accaduto anche nell'ultima in casa con l'Udinese, arriva anche stavolta soltanto nella ripresa.

Mertens ed Osimhen insieme?
Solo 170 minuti insieme, ma 6 gol realizzati con la media di una rete ogni 29 minuti. Ed anche con la Fiorentina s'è vista la differenza con l'impatto straordinario del belga e Osimhen più accompagnato e nel vivo del gioco. A fronte della stagione così negativa degli esterni, e dei gol che sono tutti raccolti in pochi uomini (Osimhen, Mertens, Fabian e Zielinski), la riflessione dovrà essere affrontata anche da Spalletti che per ora è trincerato dietro la parola equilibrio, ma il Napoli non realizza più clean sheet, non ha più la miglior difesa e soprattutto segna con pochi uomini.

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