Napoli, Spalletti non svela le carte: attende ADL, ma è sempre più vicino all'addio
Niente da fare. Anche ieri Luciano Spalletti non ha voluto svelare il proprio futuro, rimandando la palla idealmente nel campo di De Laurentiis con una conferenza stampa quasi in fotocopia dell'ultima ma che inevitabilmente fa intravedere l'addio: "Tarpare le ali non so cosa voglia dire, dovete chiederlo al presidente - la replica di Spalletti alle parole di De Laurentiis di venerdì -. per ciò che devo fare io non sono necessarie le ali, ma un paio di stivali. E' una cosa che deve dire il presidente, io ho definito tutto in quella cena di una settimana fa, per me è tutto chiaro". E' meno chiaro sicuramente per tutto l'ambiente anche se Spalletti poi fa una serie di precisazioni che in questo momento fanno diventare più probabile la volontà di fermarsi: "Vi do indicazioni per poter scrivere meno inesattezze: non c'è stata necessità di fare alcuna trattativa, io non ho rifiutato nessun aumento di stipendio, non ho da pagare nessuna clausola. Non è vero che ho ricevuto offerte per allenare altrove, è falso, non è vero che sono in attesa di altre squadre". Un passo in avanti, dunque, ma senza il pezzo finale sulla sua volontà.
Futuro importante e nessuna paura di ripartire
Tutto porta ad un addio del tecnico, anche se le parole non sono quelle di rito: "Più difficile vincere o ripetersi? "Per me è più difficile partire, ci mettevano ottavi ed ora è una squadra perfetta da ogni punto di vista. Il Napoli avrà un futuro importante, sono stati fatti passi concreti. E' più facile lavorare ora che quando sono arrivato", ed anche la domanda sulla sua stanchezza mentale non fa breccia: "Sto benissimo, io penso 24h al giorno al calcio ed al lavoro. In fondo un po' di fatica l'hai fatta, devi interrogarti su come vuoi ripartire, ma se decidessi di ripartire lo farei a mille all'ora. Sono disposto ad andare contro tutto e tutti come ho fatto alcune volte". Il caso prosegue ed il prossimo capitolo è previsto nel post-partita della sfida con l'Inter.






