Nico e Koop: nel giorno dello scippo di Giuntoli, la Juve riscopre il suo mercato
A volte ritornano. O forse arrivano. La vittoria della Juventus sul Parma, la seconda su due in questo avvio di campionato per i bianconeri di Luciano Spalletti, porta la firma di Nico Gonzalez e Teun Koopmeiners, marcatori in una serata che ha fatto segnare anche una buona prestazione da parte di Douglas Luiz. Esuberi a chi, verrebbe da dire: tra infortuni e difficoltà sul mercato, l’esterno argentino e il centrocampista olandese, se rilanciati, possono diventare armi in più per il tecnico di Certaldo.
Quella curiosa coincidenza
Dimenticare la scorsa stagione, in fin dei conti, è il primo imperativo di casa Juventus. Anche bypassando un mercato che, lo testimoniano i fischi che hanno subissato Jonathan David, alla Vecchia Signora non ha lasciato praticamente nulla. Discorso diverso per un passato appena più lontano: non è certo il giorno in cui i tifosi bianconeri sorridono di più al nome di Cristiano Giuntoli, che con la sua Atalanta ha scippato Franck Kessie, uno dei pochi centrocampisti di valore che - complici i paletti della nuova sostenibilità finanziaria Uefa - Giovanni Carnevali e Frederic Massara potevano raggiungere in un mercato molto complicato. È altrettanto indubbio, allo stesso tempo, che i protagonisti di questa sera portano la firma di campagne acquisti, estive e invernali, da rivalutare. E che, lo si dica sottovoce ma lo si dica, forse non erano state portate avanti in modo così malvagio, anzi.
E se rivalutare fosse l’unica strada?
Che non fossero gli ultimi scappati di casa, come non lo era chi li aveva scelti, era già ipotizzabile da tutti. Ora la Juve riparte da quei giocatori che sembravano esuberi e ai quali invece Spalletti e la dirigenza, volenti e nolenti, hanno dovuto ridare centralità. Ripagati, per ora, da un successo casalingo sul Parma, che non è una rondine e non fa comunque primavera, ma almeno strappa un sorriso. Nell’austerity che Nyon impone a Torino - o che forse sarebbe meglio dire Torino s’è imposta da sola, con anni di grandi spese ed enormi ricapitalizzazioni, da Cristiano Ronaldo in poi - è un merito anche di chi c’è oggi riscoprire e dare nuovo valore a chi c’era prima, per superare l’eterno anno zero che la Juve vive da troppo tempo. Del resto, angherie economiche a parte, Nico, Koop e Douglas sono rimasti anche per questo: non è facile cederli, visti gli stipendi, ma è ancora più complicato trovare in giro, a costi sostenibili, giocatori che possano garantire quello che, almeno in potenza, i tre ex (?) esuberi hanno nelle proprie corde.






